"Porto più sentimenti e meno sangue": la nuova Lara Croft dopo Angelina Jolie

L'attrice è la star di "Tomb Raider": "Non è un sequel né un rifacimento"

da Los Angeles

In un momento di profonda rivoluzione di genere a Hollywood, con i movimenti #metoo e Time's Up al centro dell'attenzione, non poteva mancare il remake del personaggio femminile più famoso del mondo dei videogiochi, Tomb Raider. Una Indiana Jones al femminile che nella pellicola originale, uscita ben 17 anni fa, è stata interpretata da Angelina Jolie e che nella sua versione contemporanea ha invece il volto di Alicia Vikander. Niente di meglio, con i tempi che corrono, che portare al cinema una ribelle, una donna indipendente e contemporanea. Il remake dunque è un successo annunciato ed è uno di quei rari casi in cui, probabilmente, il sequel supererà l'originale, per incassi e apprezzamento del pubblico. Alicia Vikander, 29 anni, svedese, già vincitrice di un Oscar per The Danish Girl e recentemente convolata a nozze con il tedesco Michael Fassbender, non vive ad Hollywood ma in Portogallo: «Abbiamo deciso di vivere in Europa, per rimanere legati alle nostre origini e per prendere le distanze dalla città del cinema. In Portogallo viviamo una vita normale».

Sembra un momento perfetto per fare un film così. Oggi Lara Croft sembra qualcosa in più che un personaggio da videogame. È un'eroina contemporanea.

«È vero. È un aspetto importante, quasi fondamentale per me questo, è ciò che mi ha fatto decidere di fare Lara Croft. Sono una femminista convinta e il cambiamento cui stiamo assistendo è davvero epocale. E non è solo facciata, qualcosa che durerà lo spazio di una stagione. C'è in atto un cambiamento vero e lo percepisco ogni giorno, in giro, per strada, sul lavoro. È tutto cambiato ed è cambiato in meglio, anche se rimane molta strada da fare. E il fatto che questo film possa essere stato prodotto in questo modo e con me protagonista la dice tutta. Ora siamo arrivati al culmine di questo cambiamento e il fatto che ne stiamo parlando ne è una conferma. E Hollywood è in prima linea».

C'è un altro aspetto, meno entusiasmante della Hollywood di oggi. La mancanza di fantasia. Non trova che i sequel o remake siano troppi?

«Infatti quando mi è stato proposto ho detto: Ma non lo hanno già fatto? Che senso ha farlo un'altra volta? E poi, con Angelina Jolie, come posso competere?».

E loro?

«Mi hanno spiegato che non si trattava dello stesso film o di un sequel vero e proprio e che la nuova Lara Croft era figlia di una nuova fase nella saga del gioco elettronico. Un fase di rinascita, un restyling completo occorso in questi anni 2000, dove si sono scoperte le sue origini, le sue motivazioni e il rapporto con suo padre, vera scintilla scatenante delle sue avventure. Mi hanno proposto il ritratto di una donna indipendente che si arrangia per sbarcare il lunario e che ha il chiodo fisso del padre, scomparso misteriosamente quando era una ragazzina. Mi hanno parlato e abbiamo realizzato un film dove il cuore, dove il sentimento dei protagonisti e dove la storia è più importante degli inseguimenti, delle avventure, degli effetti speciali delle esplosioni e delle sparatorie e per questo ho accettato. Si fosse trattato di un semplice remake non l'avrei mai fatto».

Due anni fa ha vinto l'Oscar per The Danish girl. A 27 anni.

«Sì, un momento entusiasmante della mia carriera che mi ha ripagato dei tanti momenti difficili venuti prima. Sono andata via da casa molto giovane e ho iniziato a girare il mondo, facendo un sacco di lavori, dalla cameriera, alla lavapiatti, alla fioraia. Volevo fare l'attrice e sapevo che sarebbe stato molto complicato. Ho mandato giù tanti bocconi amari e qualche volta sono arrivata al punto di arrendermi, ma non ho mai mollato. In questo assomiglio un poco a Lara Croft, anche se lei lo fa sempre con il sorriso sulla bocca. Io ero più accigliata».

E ora? Le mancano quelle battaglie?

«Sono stati periodi duri, quando c'ero dentro non ne vedevo la bellezza ma cercavo solo di combattere per poter dire che facevo l'attrice per mestiere e non per divertimento. Oggi apprezzo quelle difficoltà, perché mi hanno modellata. Poi non si smette mai di soffrire, ma se si affronta tutto come fa Lara Croft, con entusiasmo, ottimismo e una straordinaria forma fisica, niente è impossibile. Nemmeno che la mingherlina Alicia Vikander faccia la parte di Angelina Jolie in un film d'avventura con un eroe donna che non ha nulla da invidiare ai suoi colleghi uomini. Se me lo avessero detto, qualche anno fa, non ci avrei mai creduto».

Commenti

Mechwarrior

Mar, 13/03/2018 - 09:19

bah.....di solito i film tratti dai videogames sono sempre un disastro. Chissà se questo almeno un pò ci assomiglia (al videogame)