Un posto a teatro

Gira intorno a Cyrano - ovvero il doppio, la maschera e magari pure le fake news - la Biennale Teatro di Venezia 47 diretta da Antonio Latella, che inaugura dopodomani e chiuderà il 5 agosto (programma: labiennale.org). Ben tre delle performance in prima assoluta «ristrutturano» l'antieroe creato da Edmond Rostand: eterna è la finzione d'amore, garantito chi voglia ascoltarne la storia. Si parte il 24 luglio con Cirano deve morire, che vede in scena, con la regia di Leonardo Manzan, tre ottimi giovani - Alessandro Bay Rossi, Giusto Cucchiarini, Paola Giannini - tutti energia e sudore (lo stesso non si può dire della voce, visto l'uso del microfono, di certo funzionale all'adattamento, ma che poco spazio lascia a una performance olistica). Lo spettacolo, in forma di frammento, ha vinto lo scorso anno la Biennale College per registi under 30 e si è guadagnato la produzione della Biennale. Lo meritava: Manzan ha solo 27 anni ma sa quel che vuole raccontare, a partire dall'incontro immaginato tra Socrate, Galileo e Cirano, che se qui sembra un rapper incazzato è solo per decifrare la sua retorica come immutabile segno di tempi manipolatori. Ancora Cyrano, qui riscritto, il 31 luglio con Assedio di Pino Carbone, dove il naso di Francia s'immerge nell'assedio di Sarajevo. E infine un esercizio anticonformista sull'immaginario ne Il racconto delle cose mai accadute della compagnia Quotidiana.com il 2 agosto: Roberto Scappin e Paola Vannoni creano la coppia inedita Cyrano-Nikita, che si ri-conoscono al volo in un mondo in cui la finzione fagocita se stessa.

CIRANO DEVE MORIRE Venezia, Teatro Piccolo Arsenale, 24 e 25 luglio.