Potere al telecomando "Giass" di Ricci: buona idea riuscita a metà

Vuole essere troppe cose Giass, il nuovo varietà comico di Antonio Ricci con Luca e Paolo alla non-conduzione (Canale 5, domenica, ore 21,15, share del 12,01 per cento). Fin dal titolo si sovrappongono «mission» e linguaggi: l'improvvisazione del jazz pronunciato alla milanese, il ghiaccio (bollente?) della satira e, infine, l'acronimo dichiarato di Great Italian Association. Dovremmo perciò trovarci all'interno di un contenitore di spettacolo, un helzapopping di goliardia corrosiva che Ricci ha presentato come «un torneo tra Nord, Centro e Sud Italia tra eccellenze e capitale umano». L'obbiettivo del padre di Striscia è smontare le nuove parole d'ordine del perbenismo dialettico emergente con dosi massicce di «scorrettismo». L'idea è originale e ambiziosa, perché il politicamente corretto imperversa... Se però gli argomenti sono le diverse reazioni dei tassiti alle puzzette dei clienti, il blob delle «Str...e», pardon «Donne di carattere», che prende di mira Santanchè, Boldrini e Jervolino, ogni ambizione crolla. Monologanti tra la solita band giocosa, il pubblico che applaude, la giuria di extracomunitari capeggiata da un Andy Luotto sordomuto, nel club della risata anche Luca e Paolo, forse poco convinti, non sembrano al massimo della forma. Virginia Raffaele compare solo nella parodia registrata di Francesca Pascale, mentre lo stesso Paolo propone la caricatura della Boldrini, unico momento legato all'attualità. La caricatura del presente potrebbe essere la strada giusta, più che il mix, per ora non riuscito, di Zelig, Striscia e Drive In.
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