Le proposte innovative vanno in onda sempre in un orario senza senso

Come sempre, i Giovani del Festival rischiano di sembrare figli di un dio minore: passaggi in onda a orari impossibili, disinteresse, tempi ristretti. E poi scuse a posteriori, intense quanto inutili. Stavolta è andata meglio (compatibilmente con le difficoltà oggettive). Ieri sera c'è stata un'infilata di bei brani, da quello del Cile (Le parole non servono più) al sorprendente Renzo Rubino de Il postino (amami uomo) fino a Irene Ghiotto della scanzonata Baciami? e alla intensa Dietro l'intima ragione dei Blastema prodotti da Dori Ghezzi. Stasera tocca agli altri (solo due sopravviveranno in gara): ossia ad Antonio Maggio ex Aram Quartet, a Ilaria Porceddu, a Paolo Simoni e alla rivelazione Andrea Nardinocchi, timidissimo ma assai ispirato nella sua Storia impossibile già candidata alla vittoria.