In Puglia una kermesse dell'Italia che non cede

Edoardo Sylos Labini

Quando mercoledì scorso, dalle pagine del Corriere , il professor Galli della Loggia ha proposto un manifesto identitario di quella che dovrebbe essere la nuova sinistra ho sorriso e ho pensato subito ad una storica frase pronunciata da un politico colto come fu Giorgio Almirante; «Quando vedi la tua verità fiorire sulla labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria». Naturalmente Galli della Loggia non è un nemico, però vedere che alcuni dei dieci punti esposti siano molto simili a quelli che abbiamo lanciato nei mesi scorsi con «CulturaIdentità» mi ha fatto molto piacere. Vuol dire che stiamo lavorando nella giusta direzione perché un mondo, un po' (un bel po') a noi ostile, spostandosi a destra, culturalmente, finalmente approva alcune battaglie che sono di ogni italiano, al di là dello schieramento politico. A noi piacciono però le idee che diventano azioni e così alcuni temi che abbiamo esposto nel nostro manifesto diventeranno dal 21 al 25 agosto, nella splendida cornice del Castello Dentice di Frasso a S. Vito dei Normanni (Br), un modo per confrontarsi e conoscersi dal vivo, in una kermesse culturale molto identitaria e poco social. Faccia a faccia serali, un concerto, presentazioni di libri, uno spazio per i giovani artisti dell'Accademia della Belle Arti di Bari. Arte, musica, letteratura, teatro ma anche disabilità, legittima difesa, mecenatismo, perché essere identitari non significa essere se stessi ma diventare se stessi, ogni giorno. Aspettiamo nel Salento, e poi in ogni regione italiana tutte quelle associazioni, quelle fondazioni, quelle energie che nessuno negli ultimi decenni ha saputo incanalare. Ci siamo sempre ispirati alle avanguardie futuriste che assaltavano la modernità senza voler cancellare le tradizioni. C'è voglia di piazza, di tornare a guardarsi negli occhi, nei nostri borghi, nei nostri cortili, nelle nostre vie. Siamo l'Italia, la patria della bellezza. Non ce lo possiamo dimenticare. Le false rivoluzioni si fanno dietro ad una tastiera. Quelle vere germogliano dentro ognuno di noi.