"Dal punk al rock sinfonico ora canto una vera opera"

Inizia il tour che si concluderà all'Arena di Verona «Dal vivo uso la stessa tecnica vocale di Mick Jagger»

Insomma bisogna arrivare fin quasi a metà concerto per vederla fermarsi qualche minuto. Seduta al pianoforte in mezzo al palco canta Notti senza cuore e concede un attimo di tregua al suo concerto. «Ogni volta è un rito», conferma Gianna Nannini tutta spettinata dopo averlo celebrato sul palco del Lingotto qui a Torino. Trenta brani. Oltre due ore. Se la scaletta forse merita di essere riequilibrata (stenta a decollare), il concerto nel suo insieme è una sberla di rock anche grazie a un batterista quasi metal, al duttilissimo sestetto d'archi Red Rock Strings e soprattutto a una Nannini che raramente ha cantato così bene. È un momento magico della sua voce e poi spiegherà il perché. Sembra quasi che la sua squadra (da F&P Group al manager David Zard alla comunicazione Goigest) le abbia regalato una nuova fase interpretativa che, non a caso continua ad aggiungere nuove date al suo tour. Fino a quella del 14 maggio all'Arena di Verona.

Scusi, cara Nannini, cosa accadrà all'Arena?

«Ci saranno tanti ospiti, tra i quali anche Emma Marrone, una delle poche che abbia avuto il coraggio di dire fin dall'inizio di essersi ispirata a me. In più sul palco troverete anche la Bohemian Symphony Orchestra diretta da Will Malone».

Dopo i dischi Hitalia, Hitstory e qualche polemica, questo è il tour della ripartenza.

«Il merito è anche dell'interval training, una sorta di educazione al canto sulla base del battito cardiaco. Lo usa anche Mick Jagger, ma lui canta fondamentalmente rhythm'n'blues e si agita molto sul palco. Io ho scelto una sorta di opera rock e mi agito molto meno».

Opera rock?

«La scaletta è decisa come se fosse un libretto d'opera visto che i testi raccontano episodi di vita collegati l'uno all'altro. E l'obiettivo è un suono rock sinfonico».

Chiede molta attenzione al pubblico, che è «invitato» a non usare troppo i cellulari per foto e riprese.

«È accaduto anche a me di seguire un concerto con il telefono in mano e non me lo sono goduto. Perciò mi dispiace che il pubblico disperda la propria attenzione guardando lo show attraverso l'obiettivo di un cellulare».

Tanto più che raramente si è vista la Nannini così concentrata sulla resa vocale delle proprie canzoni.

«Fondamentalmente mi sento ispirata dal canto nero, da Ray Charles e Janis Joplin, ma pure da quello francese alla Edith Piaf. Ma tutti quelli che cantano come me sono già morti». (sorride - ndr).

Ad esempio?

«Da Kurt Cobain a Nina Simone, chiunque avesse quel canto viscerale che mi piace oggi non c'è più».

Però è anche vero che è cambiato tutto.

«Oggi, per parlare tecnicamente, sui palchi è cambiato tutto rispetto a vent'anni fa perché ci sono gli auricolari. Una volta il cantante sul palco doveva urlare per sentire la propria voce nei monitor a bordo palco. Ora gli auricolari ti convincono a urlare di meno perché la tua voce ti sembra già perfetta. Grazie a questi marchingegni, sarà difficile che nei prossimi anni vengano fuori cantanti, come me, che si sono formati con misurando la propria voce nei concerti».

A proposito, il suo primo disco è del 1976, proprio l'anno di nascita del punk.

«E io devo molto al punk. Ho sempre guardato con ammirazione quei gruppi che suonavano pur avendo messo insieme musicisti incapaci di suonare».

Si riferisce ai Sex Pistols?

«Il punk è stato come la Scapigliatura e altri movimenti rivoluzionari del passato. Ma come ogni rivoluzione, è stato represso in poco tempo».

Nannini scusi, dopo questa trentina di date nei teatri andrà in vacanza?


«Ma no, fosse per me suonerei sempre senza sosta».

Allora prosegue il tour?

«No. Ma dopo l'estate uscirà un mio nuovo disco».

Appunto. Qual è la parola d'ordine?

«È che non ne parlo, lo farò dopo aver finito questo giro di concerti, altrimenti che gusto c'è?».

Commenti

ziobeppe1951

Mar, 22/03/2016 - 15:10

Non sapevo cantasse

Ritratto di Giano

Giano

Mar, 22/03/2016 - 19:00

Pensavo di conoscerle tutte, ma il rock sinfonico mi mancava. Ora cosa ci aspetta? Il canone jazz o il gregoriano rap? Che tempi.