Quando la borsa narra una storia

La designer Filomena Manti lancia la linea chiamata «Amanti»

Gustavo Marco Cipolla

Ogni borsa per Filomena Manti racconta una storia. E parla il linguaggio dell'artigianato con un cuore calabrese e un'anima cosmopolita. Che si abbracciano in Indonesia, paese in cui la designer ha vissuto, e diventano opere d'arte fatte in Italia con la passione di chi le avventure della vita all'estero le traduce nel lavoro con richiami estetici al mondo orientale per dettare una nuova moda. Da qui l'idea di lanciare «Amanti», una linea di borse che strizza l'occhio all'arte riportando su pellami e materiali sperimentali contaminazioni che sono l'essenza di un made in Italy di qualità. Un master in textile and leather bags e ispirazioni che provengono dai maestri artigiani incontrati in Asia sono il background stilistico della designer che nelle sue collezioni ama sporcare forme essenziali ed eleganti con elementi autentici. Contrasti tattili e visivi per borse che fondono lo stile contemporaneo alla tradizione per poi romperne gli schemi. Come nella collezione di toy bags in cui alla complessità delle lavorazioni si accostano dettagli inusuali, dissacrando in modo eccentrico l'idea di bon ton. Unendo ribellione e libertà Filomena Manti racconta: «il mio primo approccio al fashion è stato mixando arte e moda: una capsule con applicazioni fatte a mano, puppets utilizzati per il teatro delle ombre. La collezione FW18 vede la mia maturazione»- e aggiunge -«mi sono ispirata alle foto di Harry Peccinotti e agli anni '60 perché sono anni di forte cambiamento soprattutto nell'universo femminile».Manti è tra i finalisti nella sezione accessori del concorso «Who Is On Next?» di Vogue Italia e Altaroma.