Quando l'ode si gusta «Monodose»

Grande successo per le «scatoline» che contengono i classici

Gabriella Cantafio

Pettinano lo stomaco meglio di un gastroprotettore, placano le inquietudini più di un ansiolitico, aprono la mente più del fosforo. Si tratta dei grammi di poesia di Monodose, prodotto originale della Ronzani Editore, giovane casa editrice veneta: pacchetti dalle sembianze di confezioni farmaceutiche che anziché contenere blister di pillole racchiudono versi poetici. Dieci odi in ogni scatolina disponibile in cinque tonalità. Finora 12.500 poesie scritte a mano su preziosi foglietti dal peso di un grammo, sigillati singolarmente in bustine trasparenti, e accompagnati da un bugiardino senza controindicazioni ma solo effetti salvifici. Dai classici di Catullo e Orazio ai contemporanei Aleramo, Ungaretti e Saba sino agli immancabili Dickinson, Hikmet e Rimbaud: cinquanta brevi odi scelte da Franco Zabagli, filologo del Gabinetto Viesseux di Firenze. La collezione pensata da Giovanni Turria, incisore e docente all'Accademia di Belle Arti di Urbino, è stata realizzata con la stampa rilievografica, e in meno di venti giorni ha conquistato persino Atene, Istanbul, Shangai e New Jersey. Un esperimento editoriale di eccellenza artigianale italiana che ha dato vita a un talismano di parole che diffonde l'antico valore della poesia anche tra i più giovani. Sold out sia in libreria che sul sito della Ronzani Editore, da domani un altro carico di mille dosi raggiungerà ogni angolo del mondo con la possibilità di scegliere i dieci grammi di poesie che compongono la propria Monodose, tra l'altro presto stampata anche in greco e francese.