Quando Lucio Dalla scoprì nella pittura lo specchio della musica

Luca Beatrice

La prima sorpresa del disco Henna è già nella copertina: il disegno di un uomo il cui cuore sta nel ventre e da lì si dipanano i vasi sanguigni fino al cervello.

Lucio da tempo ama l'arte, è un appassionato collezionista di antico e contemporaneo, ma fino ad allora ha rivolto l'attenzione, per quanto riguarda i propri dischi, soprattutto alla fotografia. Il suo complice più vicino, Luigi Ghirri, è scomparso improvvisamente il 14 febbraio 1992 lasciandogli un grande vuoto. La sua curiosità tocca ora la pittura, e dunque ha intenzione di avvicinare Mimmo Paladino, protagonista della Transavanguardia, tra gli artisti italiani più celebrati a livello internazionale.

Fondata nel 1979 dal critico Achille Bonito Oliva, la Transavanguardia coincide con il rilancio del Made in Italy nell'arte, nel design, nell'architettura e nella moda esploso negli anni Ottanta. Formato oltre che da Paladino anche da Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente e Nicola De Maria, questo gruppo propone la riscoperta di un'idea di arte che superi i dettami del concettuale e riprenda la pittura e la scultura d'immagine quale miglior espressione di quel nomadismo culturale che Bonito Oliva identifica nel Genius Loci, il «tipico italiano» che affonda le radici nella nostra tradizione e la reinterpreta in chiave postmoderna.

Lucio e Mimmo si conoscono per caso all'inizio degli anni Novanta in un ristorante di Stromboli. Lucio vede l'artista seduto qualche tavolo più in là, e siccome lo stima chiede al proprietario di presentarglielo. Non è che il primo incontro, ancora formale. «Poi», ricorda Paladino, «mi trasferii a Bologna per un anno e ci furono diverse occasioni per frequentarci. Dovevo realizzare una mostra al Forte Belvedere di Firenze e così gli chiesi un estratto musicale da utilizzare in un breve film su cui stava lavorando Mario Martone. E Lucio accettò». Un disegno di Paladino illustra, dunque, la copertina di «Henna», ma non è che l'inizio di una collaborazione durata anni.

Nel 2004 per il tour jazz con Stefano Di Battista, Paladino realizzerà una scenografia eccezionale, ponendo le sue sculture in bronzo, i Dormienti e i Coccodrilli, tra i musicisti e gli strumenti, oltre a un'installazione composta di secchi in latta da muratore riempiti d'acqua. A sua volta, per il film di Paladino Quijote (2006), interpretato dalla figlia Ginestra, da Peppe Servillo ed Enzo Moscato, dove lo stesso Dalla recita la parte di Sancho Panza, Lucio compone la colonna sonora e interviene con la sua fantasia nell'interpretazione, «una cantilena visionaria e musicale in cui lui non faceva altro che elencare una serie di portate tipiche della cucina partenopea, tutto in una specie di dialetto napoletano».