Quanto è difficile fare un museo del fascismo

È bagarre sull'iniziativa ma cinquanta studiosi la appoggiano: «Fa bene alla Storia»

Matteo SacchiVe ne abbiamo parlato a più riprese sulle pagine del Giornale a partire dal 2014. A Predappio, paese natale di Benito Mussolini, è da anni che si coltiva l'idea della creazione di un museo del fascismo da istallare nella struttura che un tempo era la Casa del fascio. Nessun revisionismo sia chiaro, il progetto, che ha tra i suoi principali promotori la giunta comunale guidata dal sindaco Giorgio Frassineti (Pd), è orientato al rigore scientifico. Il governo Renzi ha dato il suo appoggio, anche se in modo abbastanza silenzioso: a dicembre lo Stato ha infatti avviato le pratiche per la cessione (a titolo gratuito) dell'edificio al omune. Poi, circa due settimane fa, il sottosegretario Luca Lotti ha assicurato che il governo troverà i fondi che ancora mancano (due milioni di euro, pari al 40 per cento dei costi di realizzazione). Probabilmente tramite il Cipe.Ovviamente però appena la notizia si è diffusa tra quelli che Giampaolo Pansa chiama nei suoi libri, i guardiani della memoria, è partito l'allarme. Articoloni preoccupati sia sulla Stampa che su Repubblica. E le solite voci allarmiste che vedono dietro qualunque iniziativa il risorgere della Gioventù del Littorio. Tanto per dire il deputato di Sel Giovanni Paglia ha commentato: «Realizzare un museo del fascismo è un'idea sbagliata, per di più con finanziamenti pubblici». Per fortuna ieri un gruppo di 50 storici, di 28 università, hanno inviato un comunicato di solidarietà al sindaco di Predappio. Tra gli studiosi in questione Marco Gervasoni, Marcello Flores, Alessandro Campi e Stephen Gundle. La loro tesi di fondo è semplice: «Chi sostiene che un museo non possa che essere di tipo celebrativo e paventa una possibile deriva nostalgica, non conosce i numerosissimi esempi di musei che sono stati capaci di affrontare momenti drammatici della storia». Tutto molto condivisibile ovviamente. Resta una nota amara però. Se il sindaco fosse stato di centrodestra (a parità di progetto), si può immaginare che difficilmente qualcuno gli avrebbe teso una mano.