In quei boschi streghe buone e strane Cenerentole

C'è Cenerentola (Anna Kendrick), forse la più contemporanea che sia mai stata portata sullo schermo. Il principe azzurro è l'ultimo dei suoi pensieri: vuole solo andare al ballo e indossare un magnifico paio di scarpette. Messa davanti a una decisione impossibile, una vita da incubo con matrigna e sorellastre e una troppo da sogno a palazzo, decide di non scegliere. Zugswang come negli scacchi. C'è Cappuccetto Rosso, (Lilla Crawford), selezionata tra 5000 audizioni. Una di quelle bambine che stanno tanto antipatiche all'inizio quanto conquistano alla fine. Liquida presto la disavventura con il lupo alias Johnny Depp, ed è allora che inizia la sua storia. Le fa da contraltare uno svagolato Jack (Daniel Huttlestone). Il ragazzo scambia la sua mucca per 5 fagioli, in effetti magici, che diventano al tempo stesso svolta, rovina e redenzione. Ci sono un fornaio e sua moglie (James Corden e Emily Blunt). Pur di spezzare la maledizione che nega loro un figlio, si mettono alla ricerca degli ingredienti necessari per preparare una pozione ad hoc. Nel mentre scoprono che l'unico davvero fondamentale è fare le cose insieme.

Ha una trama complessa Into the Woods , trasposizione cinematografica Disney del musical omonimo messo in scena nel 1987 da Stephen Sondheim e James Lapine. E per sostenerla il regista Rob Marshall ha assemblato un cast stellare. La strega che tesse i fili del racconto è una superba Meryl Streep. Anni prima ha lanciato la maledizione sul padre del fornaio, reo di averle rubato i fagioli magici, ed è stata maledetta a sua volta con un aspetto orrendo. Complice una luna blu che arriva ogni cento anni, l'anatema ora può essere spezzato, a patto che il fornaio si procuri una mucca bianca come il latte, capelli biondi come il grano, un cappuccio rosso come il sangue e una scarpetta pura come l'oro. Quello della chioma color grano è uno dei siparietti più divertenti. Costretta dalla situazione, la moglie del fornaio taglia la lunga treccia di una bellissima ragazza rinchiusa in una torre in mezzo al bosco. È Rapunzel, figlia adottiva della strega che la ricopre di amore e l'ha rinchiusa per preservarla dai pericoli del mondo.

Sta di fatto che Rapunzel si trova senza capelli. Per un po' la treccia fa bella mostra di sé attorno al collo di Emily Blunt, salvo scoprire che è l'ingrediente sbagliato. Neanche nella fiabe va tutto secondo i piani. Il cuore della storia sta però nel bosco, che intreccia in modo inedito i destini dei personaggi. Questi incespicano l'uno nell'altro fin quando capiscono di dover lavorare insieme per far fronte a una minaccia più grande. Il bosco scombina le carte solo per metter loro in mano quelle giuste, per rivelare la natura di ognuno. Una strega delle fiabe può essere buona, una ragazza non deve affannarsi alla ricerca di un principe, un figlio può essere migliore del padre. Siamo noi a decidere e lo facciamo al meglio se non siamo soli. No One Is Alone è proprio una delle canzoni più toccanti del musical.

Tanto, forse troppo? Forse non adatto ai bambini? L'unica presente alla proiezione riservata alla stampa, era attentissima e buonissima: solo qualche chiarimento chiesto alla mamma ogni tanto. E avrà avuto tre o quattro anni.