Quelle «relazioni» tra arte e sport

Giovedì a Roma il convegno «L'arte delle Olimpiadi ieri e oggi»

Emanuele Ricucci

«Per ogni individuo, lo sport è una possibile fonte di miglioramento interiore». Così De Coubertin pensava la pratica sportiva, plasmando il senso fondamentale delle olimpiadi moderne. Dinamismo assoluto, nella prosecuzione della migliore disciplina filosofica romana: mens sana in corpore sano. Ma se allo sport unissimo l'arte? Noteremmo che anche quest'ultima è un «miglioramento interiore», una liberazione spirituale, un'esaltazione dell'identità individuale. Cultura e sport, allora, diventano un binomio imprescindibile, proprio perché quest'ultimo rappresenta «un bene culturale in grado di parlare un linguaggio universale, prima di tutto tra i giovani» per dirla con Antonio Lombardo, presidente dell'associazione Fare Cultura che il prossimo giovedì, a Roma, al centro di preparazione olimpica Giulio Onesti, organizza il convegno L'arte delle olimpiadi. Ieri e oggi . Con il progetto scientifico di Mauro Checcoli, Rossana Ciuffetti e Tiziana Pikler, quest'ultima autrice dei due volumi editi dalla Scuola dello sport del Coni, Immagini di sport. Un ampio saggio tecnico capace di ripercorrere lo sport nei secoli, dalla preistoria ad oggi, immortalato dall'arte, il convegno si strutturerà in un'importante giornata di lavori che vedrà coinvolti grandi ospiti del panorama artistico ed istituzionale italiano, e attraverserà tutte le forme di interazione tra la pratica artistica e quella sportiva in interventi di qualità tecnica che si avvicenderanno sul palco. Roma testimone ancora una volta dell'antico legame tra l'arte e lo sport, inseparabili sfaccettature di umanità.