Quell'irascibile rissoso ma geniale Peter Sellers

Ladro di anime al punto che lui stesso affermava di non averne una propria. La comicità di Peter Sellers (1925-80) ha conquistato il mondo, compresi gli italiani, ma in Italia nessuno fino a ora aveva scritto una biografia che raccontasse l'uomo e l'artista. Troppo spesso l'attore è stato descritto come un vero e proprio matto, una personalità malata senza redenzione. Ci ha pensato Andrea Ciaffaroni, autore della monografia In arte Peter Sellers (Ed. Sagoma), a scavare più a fondo nell'intimo di un genio complicato sì, ma non folle. Di certo non si può negare che avesse un carattere impossibile, somministrato in misura equanime sul set e fra le mura domestiche. A tal proposito, gli aneddoti si sprecano.

Blake Edwards ad esempio, che da regista condivise con lui i fasti della Pantera Rosa, disse che non poteva volergli bene in quanto era troppo meschino, eppure riconobbe che «aveva qualità e anche demoni con cui probabilmente mi identificavo». Idem per le mogli, la prima delle quali pur definendolo «amorale, pericoloso, vendicativo», si arrese all'evidenza di aver sposato una persona che «aveva il fascino del diavolo». Alla fine, arrivava ai ferri corti un po' con chiunque. Persino coi mostri sacri come Orson Welles, di cui invidiava la troppa popolarità e il troppo fascino che esercitava sulle donne, o come Billy Wilder, che avrebbe dovuto dirigerlo in Baciami, stupido, e che alla notizia dell'infarto di Sellers durante le riprese, derubricò il tutto con un lapidario «devi averlo un cuore, per avere un attacco».

Ciò nonostante, pure lui quando voleva conosceva il significato della parola altruismo, come quella volta che stette vicino all'amico Roman Polanski, nei giorni concitati dell'assassinio della sua consorte Sharon Tate. La verità vera sul suo conto la pronunziò il compagno di lavoro David Niven nel tessergli l'elogio funebre, sottolineando che se fosse stato un tipo così spregevole, la gente non sarebbe venuta in massa a commemorarlo. Era tutta gente che aveva imparato a conoscerlo prima sulle frequenze della radio inglese, col rivoluzionario The Goon Show che ipnotizzò una nazione intera, inclusi i futuri Monty Python e i futuri Beatles, e poi ne approfondì la conoscenza guardando i suoi film, sino a quel capolavoro testamentario che è Oltre il giardino. Erano tutte persone che amavano Richard Enry Sellers. In arte Peter.

Commenti

cir

Mar, 18/12/2018 - 15:22

per me era uno scemo .