Le potenzialità (sottovalutate) della digital radio

C'è ancora molta sottovalutazione in Italia sulla digital radio

C'è ancora molta sottovalutazione in Italia sulla digital radio. In realtà è qualcosa che ha già modificato le modalità di trasmissione e lo modificherà ancora di più nei prossimi anni. Che cos'è? È la possibilità di crescita del mondo radiofonico e l'opportunità di tenerlo adeguato alla contemporaneità. Perciò fanno bene le (poche) emittenti come Rtl 102.5 che continuano a informare gli ascoltatori su ciò che realmente rappresenti questa rivoluzione. Intanto la digitalizzazione del segnale radiofonico consente di non cambiare mai frequenza mentre si viaggia. Ora il 75 per cento della rete autostradale è «coperto» dalla digital radio, che ha vantaggi innegabili. La qualità audio è sostanzialmente perfetta, senza le sbavature della Fm o la compressione dei file tipica dell'mp3. In più è multimediale e garantisce quelle interazioni alle quali siamo ormai abituati dopo l'esplosione dei social network, degli smartphone e delle smart tv. E' insomma un universo parallelo che sostituirà quello attuale ma che al momento sembra drammaticamente sottovalutato. Un po' dipende dalla congenita lentezza italiana nell'aprirsi alle novità, specialmente se sono migliorative e non soltanto modaiole o apparenti. Ma una (non tanto piccola) dose di responsabilità è anche dei canali radiofonici che ancora non hanno accettato questo codice, legittimando la confusione degli ascoltatori. Qualcuno crede addirittura che la digital radio comporti un abbonamento a pagamento, a dimostrazione che in Italia le belle novità sono le ultime a essere decifrate.