Radiogiornale

L'idea è ottima, anzi da applausi: valorizzare gli italiani all'estero e, nello stesso tempo, tenerli in contatto con l'Italia. Questo è il «core business» dei Cervellini in onda su Rtl 102.5 sabato e domenica dalle 21 alle 24. Oltretutto Rtl è una delle poche realtà che possa davvero permettersi di farlo, visto che viene seguita in tutto il mondo anche in radiovisione sul canale 750 di Sky, su rtl.it e sul 36 del Digitale Terrestre. A condurre queste tre ore è il Trio composto da Martino Migli, Francesco Taranto e Gabriele Sanzini, che ha un ottimo passo radiofonico, brillantezza nella battuta e sinergia a prova di imprevisto. Tutto in regola, quindi. Contattano italiani, specialmente giovani, che vivono all'estero e che offrono spaccati di vita capaci di far riflettere non soltanto chi non capisce quali siano le difficoltà dei nostri connazionali impegnati all'estero, ma anche chi si lamenta delle difficoltà che vive qui da noi: non sempre l'erba del vicino è per forza più verde. Però qualcosa del format dovrebbe essere rivisto, se non altro per rimanere fedeli all'idea originale. Il Trio ha una attitudine molto vicina (o quantomeno accostabile) a quella della Gialappa's Band, quindi scherzosa, irriverente e spesso dissacratoria. Ma un conto è prendere in giro i concorrenti del Grande Fratello o, meglio ancora, i partecipanti a Ballarò. Un altro è scherzare su chi all'estero rappresenta un'eccellenza per spirito di iniziativa e istinto progettuale. Oddio, niente di che. Ma una correzione di tiro potrebbe rendere il risultato dei Cervellini più aderente allo spirito del format.