Radiogiornale

Caterina Caselli è senza dubbio uno dei testimoni più credibili e autorevoli della canzone italiana. Prima da interprete poi da discografica ha incarnato e accompagnato tutte le fasi della nostra musica leggera da cinquant'anni a questa parte. Un personaggio unico non solo in Italia ma pure nel resto del mondo. E il garbo che mette in Nessuno mi può giudicare (in onda su Radio2 ogni domenica per sei settimane dalle 15,30 alle 17) conferma che lei, a settant'anni appena compiuti, non ha perso la grinta di chi a questa passione continua a credere senza se e senza ma. Il cardine del programma, che conduce con Giovanni Caccamo, è il confronto generazionale con una sfida tra artisti di epoche diverse. Per capirci, nella prima puntata gli ascoltatori hanno dato il proprio giudizio (attraverso la pagina Facebook di Radio2) tra due cantanti arrivate seconde al Festival di Sanremo: una è proprio lei, Caterina Caselli, con il Nessuno mi può giudicare del 1966 e l'altra è Francesca Michielin, seconda quest'anno con Nessun grado di separazione. Ma, al di là delle sfide, il vero punto di forza di questa ora e mezza di radio è la competenza. La Caselli, che talvolta sfodera battute allusive o persino pungenti, racconta ciò che ha vissuto in prima persona oppure da spettatrice. E lo fa con quell'eleganza di altri tempi, lontana dalla logorrea vana e compiaciuta di tanti speaker presunti autorevoli. Ascoltare Nessuno mi può giudicare è godibile e rappresenta un'autentica fuga dalla radio strillata e volatile cui troppo spesso ci rassegniamo.