Radiogiornale

Il mattino ha la radio in bocca. È uno dei momenti decisivi del palinsesto radiofonico, senza dubbio il più delicato, anche per quanto riguarda gli indispensabili rientri pubblicitari. Bisogna essere incisivi, divertenti, informati e critici. Fallire è facilissimo. Avere successo è molto complicato. Perciò Tutti pazzi per Rds è un gioiello che tiene alto il nome di questo network tra i più seguiti in Italia (oltre che tra i più importanti per ricadute discografiche). Dal lunedì al sabato lo conducono Max Pagani, che è implacabile ed espertissimo, e Rossella Brescia, che è l'ago della bilancia, capace di aggiungere saggezza femminile quando serve, oppure un tocco di sensuale glamour all'occorrenza. Insomma, dalle 5 alle 9 il flusso di notizie, commenti, analisi e curiosità è sostanzialmente inarrestabile. Non si fa mai prendere di sorpresa dagli eventi (cosa rarissima). E sa tenere il ritmo, anche grazie a una regia molto agile, talvolta pure troppo, come quella di Claudio Cannizzaro. Certo, ci sono le apparizioni divertenti di Barty e, ovvio!, la rotazione dei brani più ascoltati del momento. Ma l'asse Brescia Pagani è quello che tiene in piedi quattro ore di programma che ha un ascolto bipartisan, nel senso che si divide pressoché a metà tra uomini e donne, raggiungendo quasi due milioni di ascoltatori (dati Eurisko Radio Monitor 2015) senza probabilmente stancarli mai. Già, perché il vero rischio di un rullo radiofonico quotidiano è la prevedibilità. Nel caso di Tutti pazzi per Rds il problema non si pone. E ogni mattina scorre lieve e divertente come la legge radiofonica impone.