Radiogiornale

C'è una fascia oraria della radio che acquista sempre più centralità nell'informazione degli ascoltatori. È il mattino. Quel pugno di ore tra le 6 e le 9 nelle quali gli ascoltatori sono a decine di milioni, trasformando il segmento in uno dei più pregiati, forse il più pregiato, dal punto di vista pubblicitario. Fino a pochi anni fa, il compito del mattino radiofonico era quello di divertire il pubblico, confidando che l'informazione fosse devoluta innanzitutto alla carta stampata e poi anche alla tv. Certo, ci sono sempre stati i notiziari, anche lunghi, e i programmi di approfondimento tendenzialmente su argomenti di cronaca o di politica. Ma non erano contenitori di notizie, interviste e approfondimenti capaci di dare il punto esatto della situazione sia in materia di politica interna che di cronaca estera. Ora invece sono spesso autentici radiogiornali ragionati che arrivano anche a dettare l'agenda politica. Lo fa da sempre, quasi per ragione sociale, Radio Anch'io condotto da Giorgio Zanchini su Radio1 dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 10. Ed è in crescita esponenziale Non Stop News su Rtl 102.5 condotto dal lunedì al giovedì dalle 6 alle 9 da Giusi Legrenzi, Fulvio Giuliani e Pierluigi Diaco e dal venerdì alla domenica da Barbara Sala e Max Viggiani. Il pregio è l'agilità nell'adattare la scaletta e nel raggiungere ospiti decisivi come il premier oppure il magistrato o ancora il leader politico che, data l'ora, possono prendere posizione sull'argomento del giorno diventando centrali nell'informazione. Un ruolo delicatissimo e svolto con una competenza che fa invidia a molti sedicenti esperti di informazione.