Radiogiornale

In effetti fino a poco tempo fa a RadioRai sarebbe stata impensabile una rivoluzione del genere. Invece l'altro giorno dal direttore di Radio Rai Roberto Sergio, al fianco anche dei direttori di Radio1 Gerardo Greco e di Radio2 Paola Marchesini, ha presentato un piano che mette bene in chiaro il desiderio (raggiunto) di essere al passo con i tempi. Dunque, accanto ai cinque milioni di investimenti per il perfezionamento sul Dab+ e sul digitale, sono stati presentati due canali che sono «spin off» dei generalisti ma portano ulteriori contenuti e nuove modalità di fruizione. Il primo è Rai Radio1 Sport che debutta con la partita inaugurale dei Mondiali di calcio in Russia e offrirà radiocronache in diretta, talk e approfondimenti. Però il canale ovviamente non si limita al calcio ma si allarga al Giro d'Italia, al MotoGp, al ciclismo, ai mondiali di pallavolo e basket e all'atletica e al tennis grazie a un palinsesto con nuovi conduttori come Sara Meini, Sandro Fioravanti e Guido Ardone. Invece il 21 giugno debutta Radio2 Indie, che ha ovviamente come obiettivo intercettare le tendenze musicali del futuro ormai senza distinzione di genere, dalla trap di Ghali ai nuovi cantautori come Calcutta (il cui Paracetamolo sarà il primo brano trasmesso dalla radio). Insomma, in attesa dello «spin off» di Radio3 e mentre Gerardo Greco annuncia il lancio di Mio Gr, una sorta di radiogionale personalizzato grazie a un algoritmo, l'offerta di RadioRai porta il numero complessivo di canali a 12. Uno sforzo gigantesco. E una visione (finalmente) chiara sugli ormai inevitabili cambiamenti del mondo radiofonico.