Arriva Shadowhunters il nuovo "Twilight"

Le premesse ci sono tutte. Trasposizione di una saga letteraria fantasy che ha venduto la bellezza di 22 milioni di copie in 36 paesi e una coppia di protagonisti che rischia di prendere il posto, nei media, di quella composta da Robert Pattinson e Kristen Stewart. E non è un caso che si citino proprio i due Romeo e Giulietta vampireschi, perché dopo aver visto troppi film arrivare nelle sale con la frettolosa etichetta di «nuovo Twilight» per poi tornare mestamente nei ranghi con le ossa rotte (da Beautiful Creatures a The Host), forse è arrivata la volta buona. Tutto merito di Shadowhunters: Città di Ossa, primo capitolo di una collana, young adult e urban fantasy, scritta da Cassandra Clare (da noi edita da Mondadori) che ha fatto proseliti in tutto il mondo pescando tra angeli, demoni, streghe, vampiri, licantropi. Lo vedremo, dal 28 agosto, anche in Italia, grazie alla Eagle Pictures che potrebbe fare bingo al botteghino. Anche perché la New York cupa e gotica dove è ambientata la storia, diretta molto bene da Harald Zwart, sembra lontana anni luce dalle atmosfere mielose che pervadevano Twilight, finendo per invogliare alla visione anche un pubblico più ampio di quello amante del puro fantasy adolescenziale.
Protagonista della vicenda è Clary, una adolescente newyorkese (Lily Collins, figlia di Phil, che pur avendo 24 anni può passare per una teenager) che vive sola con la madre (Lena Headey), dopo la morte del padre. Una sera, accompagnata dall'amico Simon (Robert Sheehan), innamorato neanche tanto segretamente di lei (solo Clary pare non accorgersene), va in un locale dove assiste a un omicidio. Il problema è che solo lei sembra aver visto la scena. Come se non bastasse, qualcuno le ha devastato casa e la madre è scomparsa nel nulla. Attaccata da una strana creatura, sarà salvata da un misterioso ragazzo, con l'aura da rockstar, di nome Jace (Jamie Campbell Bower), che spiega a lei, e al pubblico in sala che non ha letto i romanzi, come esista un mondo, nascosto agli umani ma presente sulla Terra, dove si combatte una secolare lotta tra Bene e Male. Così, Clary scoprirà di essere, come la madre (e come Johann Sebastian Bach), una Shadowhunter, creatura metà essere umano e metà angelo, cacciatrice di demoni e dotata di poteri, le Rune, per ora, ancora nascosti. All'origine del rapimento della mamma vi è una misteriosa e antica Coppa Mortale che il cattivo Valentine Morgenstern (Jonathan Rhys-Meyers, bravissimo in un ruolo amletico) sta cercando ad ogni prezzo e che la donna ha nascosto in un posto che solo Clary potrebbe scoprire. Inizia così una indagine alla ricerca non solo dell'oggetto del desiderio ma di conoscenza di un mondo, popolato da creature invisibili agli uomini e ritenute così erroneamente leggendarie (vampiri, stregoni, licantropi, demoni ma non zombie che non esistono come conferma una delle battute più divertenti della pellicola), di cui la ragazza non solo fa parte ma ne è involontaria protagonista. Ad aiutarla nella missione, oltre a Simon e Jace, entrambi innamorati di Clary (ma le scene sdolcinate sono ridotte al lumicino), anche i due fratelli semi-angeli Alec e Isabelle e il «padrino» licantropo Luke.
Il rischio di deludere i lettori del libro poteva essere molto elevato come capita sempre quando si debba trasporre un romanzo famoso; ma qui, nonostante alcuni cambiamenti dall'originale, il pericolo sembra scongiurato. Chi, invece, non ha letto nemmeno una riga della saga, si identificherà con la protagonista, quasi fosse lui preso per mano, non in modo didascalico, dal regista e introdotto in un mondo letterario sconosciuto. Gran parte della riuscita del film è merito, però, di un cast convincente, con due protagonisti, Bower e la Collins, talmente affiatati sul set che si è parlato di un colpo di fulmine (pubblicitario?) tra i due, anche se recentemente girano voci di rottura. Un racconto di formazione al quale si può perdonare qualche ingenuità. Un film che mischia vari generi, dall'horror al fantasy, dal thriller all'action, con le donne che, per una volta, sono i veri personaggi tosti del film, bandendo ormoni e celodurismo. Non mancano un velo di ironia e un buon uso degli effetti speciali. Insomma, una operazione riuscita che ora aspetta la meritata benedizione del botteghino.