Il rap italiano celebra il suo successo

di Cosimo Alemà con Salvatore Esposito, Irene Vetere, Diego Germini, Salmo, Fedez

Il rap italiano, sull'onda dello straordinario successo del momento, inneggia a se stesso con questo film che mette in campo alcuni dei nomi più famosi e suggestivi del settore. Una sorta di kermesse, di sfilata celebrativa che farà piacere ai tantissimi fan di questo genere musicale sempre più apprezzato e consolidato. Senza dimenticare che di pellicola vera e propria si tratta, con lo scopo, attraverso una storia di formazione, di far capire, anche a chi è meno dentro a certi meccanismi, come nasca e si imponga sul mercato un cantante rap.

Alex, in arte Zeta (Diego Germini), è un aspirante rapper che, quando non aiuta il padre pescivendolo, cerca di sfondare con l'aiuto dell'inseparabile amico Marco e della fidanzata, di quest'ultimo, Gaia. Un triangolo di amicizia che, quasi subito, si trasforma in uno amoroso, mettendo a dura prova rapporti che sembravano consolidati. Anche perché Zeta, grazie al suo talento, sembra destinato ad una carriera che non contempla la presenza dei due amici. Il rischio, però, è di cadere dalle stelle alle stalle, ritrovandosi soli.

La trama, come si può capire, non pecca per originalità, ma, visto lo scopo di fondo, è un male minore. La storia del riscatto del ragazzo «da case popolari» che convoglia la sua rabbia verso il mondo attraverso la canzone, è trita e ritrita, soprattutto negli Usa (il primo raffronto che viene spontaneo è con 8 Mile). Però, che l'Italia l'abbia adottata, cimentandosi in un film «di genere», è lodevole. La pellicola deve essere giudicata, senza badare troppo alla sua resa artistica. Certe verbosità del protagonista, affidate alla sua voce fuori campo, appaiono irreali e fuori contesto. Meglio la parte musicale, che è poi il motivo per il quale in tanti giovani andranno al cinema. E allora, sullo schermo, spazio alle comparsate dei vari Salmo, Fedez, J-Ax, Clementino, Rocco Hunt e via dicendo, anche se il personaggio più azzeccato è quello affidato a Salvatore Esposito (il Genny del Gomorra televisivo), bravo anche a cantare.