Rapine con il trucco Ora Hollywood s'inventa i maghi alla Robin Hood

Più che un film, sembra uno spettacolo di magia. Di quelli che ti lasciano a bocca aperta perché sai che per forza ci deve essere una spiegazione logica, che altro non è che un trucco, ma che tu non riesci a darti. L'illusionista, del resto, ti spiazza, facendoti credere e immaginare quello che non è. Forse, perché l'errore che commettiamo è quello di guardare troppo da vicino; il che rende più facile ingannarci. Che è quello che fa, in fondo, il regista Louis Leterrier, nel primo quarto d'ora di Now You See Me. I maghi del crimine, in uscita da giovedì nelle sale. Il tempo necessario per introdurre i quattro protagonisti del film con un montaggio serrato, travolgente, che non ti dà il tempo di pensare. Sono maghi di periferia, ognuno con la propria specializzazione, ma capaci di fare numeri apparentemente inspiegabili. E siccome il fascino del mistero non viene mai meno, lo spettatore li guarda ammaliato e catturato. È qui che il regista crea il suo gioco di specchi, portandoti a credere di assistere a qualcosa di diverso da quello che è, in realtà, questo film, ovvero un buon thriller tutto azione e adrenalina. Funziona il giochetto, dandoti l'idea di novità o, almeno, costringendoti a stare agganciato alla storia, fino alla fine.
Daniel Atlas (Jesse Eisenberg) è bravissimo con le carte, che usa anche per sedurre; Merritt McKinney (Woody Harrelson) è un ipnotista che scova vittime suggestionabili, alleggerendole; Henley Reeves (Isla Fischer) è abile con la grande illusione e l'escapologia, sorta di Houdini al femminile; Jack Wilder (Dave Franco), infine, fa i suoi numeri in strada sottraendo il portafoglio agli ignari volontari che si prestano ai suoi giochetti. Tutti e quattro, ricevono una carta dei Tarocchi che li invita a un appuntamento che cambierà la loro vita. Lo scopriamo quando, un anno dopo, si stanno esibendo, come gruppo chiamato i Quattro Cavalieri, in quel di Las Vegas. Non è uno spettacolo da poco, il loro. In diretta, infatti, riescono a rapinare, magicamente (ma sarà così?) e a distanza di continenti, una banca parigina, davanti a un pubblico estasiato e premiato con la pioggia delle banconote rubate. Sono dei Robin Hood che con la magia rubano ai ricchi per dare ai poveri, aumentando il conto in banca di chi fa fatica a tirare a fine mese. L'FBI li arresta ma mancano le prove per trattenerli. Come possono aver rubato realmente dei soldi in Francia mentre si trovavano in diretta televisiva negli Usa? Un'indagine non semplice per l'agente speciale Dylan Hobbs (Mark Ruffalo), spesso ridicolizzato dal quartetto, che sarà affiancato dalla collega francese dell'Interpol, Alma Dray (Mélanie Laurent). Anche l'ex mago Thaddeus Bradley (Morgan Freeman) filma le loro imprese ma solo per smascherarne i trucchi; un'attività redditizia dove, però, non si deve mai abbassare la guardia. Intanto, gli spettacoli di magia continuano, prima a New Orleans, poi a New York, destabilizzando il sistema, incapace di fronteggiare le loro apparentemente inspiegabili imprese criminali. Fino alla resa dei conti finale con relativa sorpresona.
Insomma, il filone è quello alla Ocean's Eleven anche se la magia crea l'illusione di novità. Il pubblico perde di vista il giallo, abbagliato da numeri inspiegabili e battute azzeccate, perdonando una trama non così originale, sopraffatta da un ritmo stordente che non ti permette di soffermarti troppo sui vari enigmi perché subito te ne serve altri. Del resto, il film è onesto fin dall'inizio «Più osserverete da vicino e più sarà facile ingannarvi». Tanto da non indurre (e questo è il vero miracolo) a guardare l'orologio anche se tocca le due ore di durata. In fondo, la settima arte è magia e illusione e questo film ne potrebbe essere il suo manifesto.