RECENSIONI

Van di moda le orchestre di ragazzi di Paesi lontani, «presi dalla strada» dove correvan rischio di perdizione e messi a suonare insieme con buoni esiti. Che dire d'un coro di giovani strappati alcune sere la settimana a sacrosanta vita familiare, liberamente, per la gioia di cantare in un coro la grande musica, prime fra tutte la grandi pagine religiose di Wolfgang Amadeus Mozart?
Hanno ormai raggiunto l'eccellenza, come abbiamo sentito nella chiesa milanese di San Marco, nel tremendo, nero, grave eppur fulmineo Kyrie K341 e nel mitico Requiem, diretti da Umberto Benedetti Michelangeli, con la splendente Orchestra da Camera di Mantova. Impegnati dal direttore nella più intensa delle sintesi fra solennità, teatralità e intima confidenza, cioè in Mozart, hanno colore, parola, intonazione, vita. Si chiamano «Ricercare Ensemble», li prepara Roberto Adami. Sono un raggio di civiltà nel nostro buio quotidiano. Viva e grazie.