RECENSIONI

Salutiamo con simpatia l'Attila di Verdi che ha chiuso la stagione di Piacenza; è bene che ritornino talora le produzioni di qualche anno fa. Rivediamo così lo spettacolo di Pierluigi Pizzi, quella strada impervia lucida e lastricata tra massi che richiamano la natura e il barocco glorioso e ammiriamo nella sua teatralità nuda il movimento del telo che diventa mare in tempesta, e in mezzo i personaggi come immagini forti del mito storico e operistico. Dimitra Theodossiou staglia la prima aria di forza e sussurra confidente la seconda, le due anime della donna crudelmente vendicativa invano amata dall'Unno invasore; Fraccaro e Servile un po’ sommari tengono un non so che verdiano in modo ben credibile. Will Humburg si agita spolpando la partitura con energia ostinata. Il coro canta rapido e preciso. Michele Pertusi è il protagonista; ormai ogni sua interpretazione è un ritratto fisico, vocale, teatrale e musicale aristocratico, esatto, incancellabile.

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