Riccardo Muti dirige un Mozart da tramandare

Riccardo Muti torna al San Carlo di Napoli dopo 34 anni con un memorabile Così Fan Tutte di Mozart per l'apertura della stagione d'Opera e danza 2018-19. Allestimento metafisico e antichi splendori musicali a braccetto che è una meraviglia. Al termine 10 minuti d'applausi e (vana) richiesta di bis, nonostante un pubblico provato da un'opera che dura quanto L'anello del Nibelungo. Che dire: sublimi l'allestimento molto partenopeo e molto pastello di Leila Fteita, i costumi illuminati di Alessandro Lai e la direzione musicale di Muti con dinamiche addomesticate per meglio assecondare i cantanti. Un tocco lieve (tipico del maestro napoletano) che avrà dato qualche problema alle ultime file, ma questo - signori - è il timbro di Mozart. Per il resto la vellutata acustica del San Carlo, neanche uno squillo di smartphone e il consueto contrappunto dei tossitori per noia, molesti protagonisti che neanche la grande orchestra del Novecento riuscirebbe a silenziare.

La cronaca della serata vede una calata di ministri, minisindaci e principi locali. Tutti, o quasi, sui palchetti. Nel mazzo non faticano a spiccare i ministri Tria e Costa, la presidente del Senato Alberti Casellati e il sindaco de Magistris. E poi Bruno Vespa, il direttore del Tg2 Sangiuliano e l'appassionato Bernardini di Tv Talk. Il primo atto va via liscio. Ma è all'intervallo, dopo quasi due ore di musica, che la serata prende corpo. Del resto la voglia di socializzare è tanta, la serata è mondanissima e c'è anche la tv. E così la ricreazione tra un selfie e un babà dura la bellezza (si fa per dire) di 35 minuti. Si ricomincia a fatica. C'è il celebre brindisi: Fiordiligi, Dorabella e Ferrando intonano un canone su un tema affettuoso e l'atmosfera si fa incantata. Altra ora e mezza di grande musica e infine tutti in piedi ad applaudire il maestro, la figlia Chiara, la svedese Maria Bengtsson (Fiordiligi), Paola Gardina (Dorabella), Alessio Arduini (Guglielmo), il russo Pavel Kolgatin (Fernando), Emmanuelle de Negri (Despina) e Marco Filippo Romano (Don Alfonso).

Come si sa, il celebre dramma giocoso in due atti di Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte si svolge a Napoli. La scelta stilistica della regista è stata quella di dipingere una città incantata senza collocare l'azione in epoca precisa. Come quattro anni fa a Roma, Muti alla regia ha voluto la figlia Chiara, cresciuta alla scuola di Strehler, e si vede. I suoi spazi sono luoghi della mente, dove gli specchi riflettono immagine e pensiero. Quattro le repliche fino al 2 dicembre.

Dicevamo dell'assenza di Riccardo Muti da Napoli. Sono trascorsi 34 anni dal dicembre 1984 quando diresse il Macbeth di Giuseppe Verdi per la regia di Sandro Sequi. Così Fan Tutte è sicuramente uno dei titoli del cuore. Tra le tante esecuzioni di Muti si ricorda quella del 1994 a Vienna con la regia di Roberto de Simone. Ieri l'ennesima grande pagina di questo nostro gigante della musica.

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Mar, 27/11/2018 - 09:35

riccardo muti, come tutti i professionisti va dove gli danno più soldi!