Ricordo di Artie Shaw

Questa volta torniamo indietro di 80 anni, cioè alle grandi orchestre swing che caratterizzarono gli anni trenta del secolo scorso. Una band che non fece parlare troppo di sé (come altre) fu quella del clarinettista Artie Shaw. Non ebbe un linguaggio aggressivo, anzi si uniformò ai toni dolci e crepuscolari del direttore, solista splendido e delicato, e per questo conquistò i ragazzi più disposti a capire e a ballare con le loro compagne sui temi pregevoli che abbondavano assai, sia detto senza alcuna nostalgia. Qui ce ne sono 20, uno più bello dell'altro, prossimi al «vero jazz» di quei giorni e quindi propedeutici. Oggi c'è la clarinettista Anat Cohen che dal vivo ricorda tanto Shaw.