Rivincita Guns N'Roses Nuovo disco in vista e reunion celebrativa

Il gruppo rock potrebbe lanciare un tour per i 30 anni del disco Appetite for distruction

Intanto bisogna ricordare chi erano: all'incirca nel 1992 i Guns N'Roses erano la più grande rock band del pianeta. Cantante sex symbol. Numeri uno in classifica. Stadi esauriti. Gossip infinito. Oggi Axl Rose (53 anni) ha trenta chili in più, molta voce in meno ma è ancora un'icona perché chi ha cantato Paradise City o Sweet child o' mine ha cittadinanza sconfinata nel mondo della musica.

Però dopo due decenni di marginalità, i Guns N'Roses, che lui ha rottamato e riformato daccapo, si stanno riprendendo quel posto che sembrava assegnato per sempre ma che le paturnie, l'integralismo e le fobie stupefacenti avevano drasticamente limato. Negli ultimi mesi i Roses hanno pubblicato due dvd dal vivo, due concerti onestamente kolossal (li trovate anche su YouTube, registrati alla 02 Arena di Londra nel 2012 e al The Joint di Las Vegas durante la loro residency) e, al netto di qualche evidente «aggiustamento», le performance sono ben al di sopra delle aspettative. E non solo per i brani, che da Welcome to the jungle a Sweet child o'mine rappresentano gli strilli più acuti del rock sporco e stradaiolo. Ma anche per l'impatto della band, che ha un suono più compatto e meno slabbrato di quella originale (specialmente quando alla batteria c'era Steven Adler, vero nome Michael Coletti, alcolista di professione) e sfoggia due chitarristi agili ma non geniali come i solisti Ron “Bumblefoot” Thal (forse in uscita) e Dj Ashba (che suona anche con Nikki Sixx dei Motley Crue) e il ritmico Richard Fortus (il più loquace ma il meno significativo). Spesso il loro ruolo sul palco è da semplici esecutori perché non possono essere modificati assoli come quelli di November rain o You could be mine o Civil war : il pubblico fischierebbe e i brani stessi diventerebbero orfani. Ma hanno il ruolo fondamentale di accompagnare Axl Rose senza farlo deragliare a ogni concerto: durante i concerti qui e là lo sostituiscono cantando brani del proprio repertorio da solisti, gli danno respiro, forse ne proteggono il mito perché lui, dopotutto, è l'entità più fragile del rock'n'roll. La sua voce era quella di un gatto in gabbia, graffiante e addolorata e ringhiosa. Ora è più roca, quasi cavernosa in certi passaggi, e drammaticamente a disagio quando arrivano gli acuti di Welcome to the jungle o Paradise City . Però, seguendo la traiettoria tipica delle grandi corazzate rock, i Guns N'Roses sono a un passo dalla resurrezione. D'accordo, l'unico vero disco pubblicato dopo Use your illusion I e II del 1991 (circa 30 milioni di copie vendute) è stato Chinese Democracy del 2008 ed è andato così così. E nel frattempo la leggenda è aumentata ben più velocemente delle vendite. Però tra poco, ossia nel 2017, sarà il trentennale di Appetite for destruction , il loro disco d'esordio che ha incassato altre trenta milioni di copie vendute.

È l'occasione perfetta per riunire la band originale (o quasi) e diventare l'evento musicale dell'anno (o quasi). Perciò mentre l'attuale formazione dei Guns N'Roses pare al lavoro al prossimo disco, si moltiplicano le voci di una loro possibile reunion: sarebbe uno dei tour più seguiti della storia. Certo, Axl Rose smentisce ogni volta che può, esattamente come Slash, visto che tra i due la lite è stata così lacerante da non essersi ancora rimarginata. Almeno all'apparenza. Però è probabile che i Guns N'Roses più celebri (almeno quelli con Axl, Slash, Duff McKagan, Izzy Stradlin) ritornino insieme su di un palco. Qualche segnale c'è già: Slash, Duff e Gilby Clarke (presente durante l'ultima fase) hanno appena suonato insieme in Argentina. Izzy è molto spesso ospite sul palco dei Guns N'Roses. E Dizzy Reed non ha mai lasciato la band da Use your illusion . Insomma, una galassia complessa e compromessa dagli ego, dagli stupefacenti e dai manager (a proposito: uno di loro, Craig Duswalt, scommette sulla imminente reunion). Ma se capitasse, sarebbe la cartina al tornasole per capire com'era il rock trent'anni fa e com'è oggi: sempre potente, più rugoso, forse condannato dal tempo ma di enorme successo perché due generazioni di appassionati comprerebbero il biglietto a scatola chiusa senza neanche chiedersi quanto costa.