«Robbie Williams non può darmi lezioni»

Liam Gallagher si fa sempre riconoscere: stavolta arriva in silenzio, occhiali neri alle 10 del mattino, si stravacca sulla seggiola e inizia a fissare il soffitto. Risponde a monosillabi con vaghe eccezioni. Berrà due litri d'acqua in un'ora di conferenza stampa. Lui e i suoi Beady Eye hanno appena pubblicato il loro secondo disco Be, che non ha la tensione evolutiva (cit. Jovanotti) degli Oasis ma ha comunque un suo bel perché. Rock vecchio stile con spruzzate di novità. Gli altri della band provano a spiegare («Abbiamo aggiunto effetti speciali a un film») ma alla fine è sempre lui a dare il titolo: «Nel disco c'è un'atmosfera cosmica». Non si sa cosa voglia dire ma fa lo stesso.
Scusi Liam, in copertina c'è una ragazza a seno nudo. Nella vostra Gran Bretagna è stata censurata.
«Non capisco il perché. Tutti abbiamo i capezzoli. Al massimo avrebbero potuto metterci sopra del nastro adesivo».
Capito. Però a tanti il disco sembra un cambio di direzione. Insomma più al passo con i tempi.
«Non facciamo mai un disco per soddisfare qualche progetto».
Robbie Williams ha detto che è un bel disco ma le canzoni non hanno ritornelli.
«Piuttosto di seguire i suoi consigli musicali mi sparerei nei cogl...».
Però magari lei prende ispirazione da qualcuno.
«No, non ascolto altra musica. Anzi, forse dovrei comprarmi un ipod...».
Esagerare sempre, mezze misure mai.
«Quello che leggete su di me è purtroppo vero. Ho una bocca larga e continua a crescere (un modo per dire che sarà sempre più schietto - ndr)».
Ma lei legge quello che scrivono sui Beady Eye o su Liam Gallagher?
«Talvolta leggo le critiche e penso che il giornalista abbia in effetti ascoltato il disco. Altre volte no: e capisco che segue soltanto un pregiudizio. Alla fine però mi interessa solo che il pubblico reagisca bene durante i concerti».
A proposito: il vostro unico concerto italiano sarà il 6 luglio al Pistoia Blues Festival. Arrangiamenti o scenografie particolari?
«Ehi, noi non siamo entertainer. Non dobbiamo divertire, dobbiamo suonare. Insomma, siamo una band».
Visto che le piace l'idea di band, magari riformerà gli Oasis.
«Gli Oasis? Non oggi».
Quindi è probabile domani.