Roberta Carrieri vagabonda rock

Suona in America e in mezza Europa. Ama viaggiare e pubblica un nuovo cd

L'intervista è alle 15, alle 17 la attende un treno... suona a Casale Monferrato accompagnandosi con chitarra e ukulele. Concerti, treni, viaggi interminabili, musica...questa è la vita di Roberta Carrieri, ex voce dei Fiamma Fumana e ora ben avviata alla carriera solista con l'album Relazione complicata, dove è accompagnata da Andy Macfarlane(ex Hormonauts) e dai suoi Rock'n'Roll Kamikazes.
Il disco è un gradevole cocktail di pop, rock, melodia, un pizzico di country (la ballata Come Johnny & June in omaggio a Johnny Cash e June Carter) con l'aggiunta di S. Pietro, ballata regalata a Roberta da Van De Sfroos. «Per me Van De Sfroos è un maestro, un poeta. Ho partecipato al suo disco Yanez e alla relativa tournée, poi lui mi ha detto: “ora vai per la tua strada”, per me è stato il miglior complimento». Non aspettatevi però un Van De Sfroos in gonnella, perché questa ragazza barese è un peperino che si è fatta notare persino in America. Merito della sua verve artistica e della sua indole vagabonda. «Amo viaggiare, una volta sono andata a suonare a Salt Lake City, nello Utah, per un solo concerto, andata e ritorno. Mi sono esibita in una riserva Navaho e ho tenuto un workshop dove cantavo canzoni italiane ai piccoli indiani. Ho interpretato brani in dialetto salentino e, dopo una filastrocca molto ritmica che mi insegnò mia nonna tutti dissero: “bellissimo questo pezzo hip hop”».
In America ha aperto i concerti di Rita Coolidge, storica cantautrice e moglie di Kris Kristofferson, e spsotandosi in treno da una costa all'altra trova l'ispirazione per i suoi brani. «Cadillac è una storia vera. Un tizio mi ha chiesto di sposarmi regalandomi una Cadillac e un anello di diamanti. Peccato fosse la persona sbagliata. Spostandomi in treno dalla California al New Mexico ho incontrato i personaggi più strani. Sui treni negli States viaggiano solo gli Amish, gli anziani e i fricchettoni; s'incontra di tutto». Così lei ha mille avventure da mettere in musica. «Una volta partii per l'America in tutta fretta, senza fare l'assicurazione né curarmi degli orari del ritorno. Presi l'influenza suina ma non potevo dirlo, se no non mi avrebbero fatto rientrare. Avevo 3mila dollari nascosti negli stivali e un cappello da cowboy appena regalatomi. Tornai sfinita dopo due scali, a Chicago e a Londra, dove entrambe le notti dormii su una panchina».