Romeo e Giulietta si amano nel Medioevo

Nessun dubbio sui motivi della scelta: «Il nostro pubblico è soprattutto femminile; e questa è la storia di tutte le storie d'amore». Qualche perplessità, invece, sulla sua libera interpretazione: «Speriamo che Shakespeare non se ne abbia troppo a male». Che Romeo e Giulietta sarà - insomma - quello che, prodotto con larghi mezzi dalla Lux Vide, diretto da Riccardo Donna, e programmato da Canale 5, vedremo domani e venerdi? «Il classico che tutti conoscono, certamente - rassicura il direttore della fiction, Antonucci -; ma riletto secondo le moderne necessità di un pubblico giovane come il nostro». Il che significa cambiamenti che, per i puristi del teatro, potrebbero somigliare ad azzardate blasfemie. Spostamento d'epoca e luoghi - dalla solare Verona del Rinascimento ad un lugubre Trentino del Medioevo, perdippiù innevato - alcuni personaggi radicalmente mutati - la giunonica e scurrile Nutrice diventa una «mamma sostituta» di più eleganti fattezze (interprete Elena Sofia Ricci)- e altri letteralmente inventati - un fratello minore di Romeo, detto Antonio, e una sorella maggiore di Giulietta, tale Ursula. Senza contare il totale rifacimento dei dialoghi: «Degli orginali abbiamo mantenuto solo quelli che tutti ricordano - precisa la sceneggiatrice Lea Tafuri - come nella scena del balcone, dell'allodola, o del doppio suicidio». Del resto, piaccia o non piaccia, quella di trasformare i classici alle necessità della fiction è pratica generalizzata: «Dovevamo allungare fino a due puntate la trama originale - considera il produttore Luca Bernabei -; e avvicinarci al gusto dei giovani. Così abbiamo scavato nei personaggi e nelle loro storie, alla ricerca di nuovi spunti». Più importanza s'è data alle scene d'azione, alle battaglie, ai duelli. E a coprire il tutto, una coltre di neve (autentica: s'è girato a quindici gradi sotto zero) «per sottolineare anche visivamente il gelo con cui il mondo degli adulti circonda l'amore dei due giovani protagonisti». I quali avranno le fattezze dello spagnolo Martino Rivas e della nostra Alessandra Mastronardi. «Di Romeo e Giulietta si sono fatti più di 40 film, tra cinema e tv - conta il regista Riccardo Donna -; perchè Shakespeare è autore dai mille colori e dalle altrettante possibilità di messincena. Così io non credo d'averlo tradito. Ho semplicemente detto la mia».