Rudy Zerbi: "Cosa mi mancherà di più del 2018..."

Rudy Zerbi commuove tutti su Instagram: "Mi mancheranno alcuni momenti che ho passato con mio figlio Leo"

Lavorare e crescere un bambino non è affatto facile. I ritmi sempre più pressanti (e stressanti), le riunioni all'ultimo minuto e le cene di lavoro spesso ci allontanano dalla famiglia. E così è anche per Rudy Zerbi che ha salutato l'anno passato con una lacrimuccia. I suoi follower, infatti, gli hanno chiesto quale sarà la cosa che gli mancherà di più del 2018 e lui ha risposto senza esitare: "Certi momenti con il piccolo Leo. Ma so che i migliori sono quelli che devono ancora arrivare". Il tutto accompagnato da un cuoricino.

Per Rudy il rapporto con il figlio è centrale. Tanto che si è tatuato il nome del piccolo Leo sul polso: "Il tuo nome tatuato sulla mia mano per quando non posso tenerti per mano", ha scritto su Instagram il professore di Amici.

Rudy tiene moltissimo a Leo, anche perché, come lui stesso ha raccontato, ha rischiato di non stringerlo mai tra le braccia. In un'intervista del 2015, infatti, il conduttore televisivo ha raccontato: "Dieci mesi fa è nato Leo, il mio ultimo figlio. Al settimo mese di gravidanza la mia compagna, Maria, ha avuto un distacco totale della placenta mentre era a casa da sola. Io ero in studio, con il telefono staccato. Gli assistenti hanno cominciato a farmi cenno di uscire, ma io dicevo: un attimo, abbiamo quasi finito. È dovuto venire il produttore a prendermi per un braccio. Quando sono arrivato all'ospedale le infermiere piangevano:stavano morendo sia Maria sia Leo. L'hanno fatto nascere in corridoio ma, una volta nato, aveva bisogno di cure speciali e solo pochi ospedali a Roma hanno le incubatrici per i prematuri gravi, e quel giorno eranotutte piene. Così ci hanno mandati al Casilino, un ospedale di periferia. Lì mi sono reso conto che, nell’emergenza, chi fa la differenza sono proprio gli infermieri, gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese, che lavora, condivide e piange con te. I bambini che salvano diventano i loro figli, ti chiamano quando torni a casa, ti chiedono di mandare le foto, organizzano una festa all'anno per incontrare di nuovo i bambini salvati. Lì vedi la verità". Una verità che oggi è più forte che mai.