Sabina Guzzanti: "Ingiusto usare le intercettazioni contro Crocetta"

L'attrice difende Rosario Crocetta finito nel caos dopo l'intercettazione pubblicata da L'Espresso

Dopo la "Trattativa" e mille show sull'antimafia, Sabina Guzzanti questa volta sceglie una strada diversa: difende Rosario Crocetta finito nel caos dopo l'intercettazione pubblicata da L'Espresso in cui restava in silenzio ascoltando le parole del suo medico di fiducia Tutino che diceva "l'assessore Borsellino va fatta fuori come il padre". L'attrice prende le difese su Facebook del governatore sicialiano: "Mi mette molta inquietudine un caso mediatico montato sul fatto che non ha risposto a una frase indegna si, ma per non aver risposto? Ci possono essere mille motivi per cui uno al telefono non risponde".

E ancora: "Intercettazioni che non si sa come siano arrivate ai giornali, che non fanno nemmeno parte degli atti pubblici come dichiara L'Espresso che escono fuori in un momento così teso". Poi avverte Crocetta: "Sarà che sono stata oggetto di tanti linciaggi che mi sembra di avere imparato a riconoscerli, sarà che Renzi aveva da poco dichiarato di volersi liberare di Crocetta, ma diffidiamo vi prego di questo genere di operazioni. Per quanto Crocetta possa aver tradito le nostre aspettative, non dobbiamo accettare metodi che possono essere utilizzati contro chiunque".

Commenti

steffff

Sab, 18/07/2015 - 15:07

quindi: quando la diffusione delle intercettazione fa fare brutta figura a Berlusconi va tutto bene, quando invece a essere sputtanato e' in leader della sinistra non bisogna accettare certi metodi?

elgar

Dom, 19/07/2015 - 11:01

Eh no bella. Le intercettazioni la sinistra le ha sempre difese. Perchè chi voleva disciplinarle è stato accusato di voler mettere il bavaglio all'informazione. E ora? Non vanno più bene? Personalmente ho sempre ritenuto le pubblicazioni delle intercettazioni senza rilevanza penale e in più coperte da segreto istruttorio una barbarie. Però ora la sinistra deve mandar giù lo sciroppo amaro che prima imponeva per gli altri. Sennò non vale.