Il «sacro» Monteverdi

Il madrigale tardo cinquecentesco, espressione della più raffinata cultura rinascimentale, ad esempio l'incontro straordinario fra la poesia erotica di Tasso o Guarini e l'intonazione di Monteverdi, non poteva sopravvivere alla Controriforma tridentina. Ma se i testi originali fossero stati tradotti in latino, «contraffatti» con parole nuove di carattere religioso, il veto si sarebbe potuto aggirare. Sotto l'egida del cardinal Federigo Borromeo, un abilissimo retore, Aquilino Coppini, trasformò il profano in sacro, con l'approvazione di Monteverdi. Il risultato, sentito oggi nell'esecuzione del collegio vocale Nova Ars Cantandi (nella basilica di Santa Barbara a Mantova, santuario dei mecenati e musicofili Gonzaga), desta barocca «maraviglia».