Santoro torna e accusa: "Mai guadagnato un euro dalla Rai"

Il conduttore tv torna in Rai con il nuovo programma "M", in onda il 22 e il 29 giugno su Raidue. E puntualizza: "Mio compenso imparagonabile a Vespa e Fazio"

"Io non ho guadagnato neanche un euro: per questo il mio compenso non è paragonabile a quello di Fazio, Vespa e di nessun altro". Si sfoga così dopo alcune polemiche sul suo cachet Michele Santoro, durante la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo programma "M", in onda in prima serata su Raidue il 22 e il 29 giugno.

Santoro, che torna sulla tv di Stato a distanza di un anno dal fallimento del suo ultimo talk-show "Italia", ne ha per tutti.

Subito l'attacco ad alcune delle società di produzione che lavorano per la Rai.

"Quello che è stato fatto con me non è stato fatto con gli altri produttori esterni: mentre del contratto per i miei programmi si è saputo tutto, non ho mai letto una riga sui costi dei contratti della Rai con Fremantle, Magnolia, Endemol, o su quelli di agenti come Beppe Caschetto o Lucio Presta", l'accusa.

Subito dopo Santoro puntualizza di avere "speso più di quanto mi ha dato la Rai: vi assicuro che ci ho anche rimesso del mio, pur di portare dei programmi che sperimentano nuovi linguaggi e nuove idee di televisione". Chiaro il riferimento ad alcuni dei suoi programmi storici, come "Samarcanda" e "Il rosso e il nero", che fecero la storia di "Tele Kabul" Rai3.

Santoro, che nel suo curriculum vanta anche un'esperienza da europarlamentare nelle file dell'Ulivo insieme a Lilli Gruber, se la prende di nuovo con Fabio Fazio, accusato di avere ridotto la maratona per Libero Grassi - durante la serata di Rai1 per l'anniversario delle stragi del 1992 - a "un episodio del Maurizio Costanzo Show".

Poi l'ex conduttore e ideatore di "Annozero" rivolge l'ennesimo sfogo contro la Tv di Stato, rea forse di pagargli lo stipendio. "Mi rendo conto che per la Rai ho ancora l'etichetta di autore proibito. Nei corridoi di Viale Mazzini, in mezzo alle foto dei vari programmi che hanno fatto la storia, non c'è una foto che riguarda un mio programma, da Samarcanda a oggi".

Secondo Santoro "i cosiddetti tetti ai compensi dei conduttori Rai sono un falso problema. Se ne parla perché piace alla stampa del gossip, che ha bisogno di citare i volti noti. I compensi dei conduttori sono un'inezia inseriti nei bilanci Rai, dove - ed è questa la vera la chiave - le risorse vanno in minima parte al prodotto".

Infine, al termine della presentazione del suo nuovo programma, descritto entusiasticamente dal direttore di Rai2 Ilaria Dallatana come "un prodotto che nasce dalla contaminazione di generi diversi", Santoro ha ripetuto che "il problema non sono i compensi ma i costi industriali reali dei programmi. Poi sono d'accordo con Vespa: le distinzioni tra artisti e giornalisti sono ridicole. Possiamo pure pagare 1 euro Fazio e la Clerici ma poi cosa risolviamo? Niente".