Una satira graffiante sulla convivenza civile

di e con Ficarra e Picone e con Vincenzo Amato, Leo Gullotta, Antonio Catania

Sarebbe sbagliato considerare L'ora legale come una satira politica. Non è, per intendersi, un altro Qualunquemente, film del 2011, con protagonista Albanese, sicuramente, su questo tema, più graffiante e irriverente. L'ultima pellicola, diretta e interpretata, con il solito garbo, dai palermitani Ficarra e Picone è, principalmente una presa in giro della gente comune. Giocando sul paradosso che, a parole, tutti vogliamo il cambiamento delle regole della vita civile, ma che, al lato pratico, lo accettiamo solo se non va a ledere i nostri interessi personali. Una provocazione, certo, in chiave comica (sempre di commedia si tratta), ma che induce a interrogarti: mi sarei accodato anche io ai cittadini della siciliana Pietrammare? È in questa località che stanno per arrivare le elezioni per il nuovo sindaco. Da anni, vince agevolmente Gaetano Patanè, grazie ai suoi maneggi e alle sue elargizioni. Ordinaria amministrazione, insomma. Ecco, però, che a sfidarlo scende il campo, per la prima volta, il professore Pierpaolo Natoli, volto pulito e persona integerrima. E' sostenuto da pochi attivisti, guidati dalla figlia diciottenne Betti e da uno dei suoi due cognati, Valentino, anche lui ligio alle regole. L'altro parente, invece, Salvo, furbo e opportunista, sostiene Patanè. Entrambi sperano in una vittoria del proprio candidato per migliorare il loro bar, ottenendo la concessione per la costruzione di un gazebo. Un'inchiesta dell'ultima ora contro Patanè, fa vincere Natoli con largo consenso. I cittadini sono felici. Il neo sindaco, però, decide di applicare alla lettera il suo programma elettorale. Basta favori, multe a chi mette la macchina in doppia fila, introduzione della differenziata, distruzione delle villette abusive, tasse sui rifiuti e via dicendo. L'amore diventa odio. Occorre farlo dimettere e anche i due cognati si schierano con la gente

La comicità presente, ma troppo anticipata dal trailer (male, questo, che non si riesce a guarire), è garbata e, qualche volta, incisiva. Si vede che dietro c'è una sceneggiatura ben scritta e la loro regia riesce a valorizzare l'ottimo cast di supporto. In ogni caso, la miglior commedia italiana di questi ultimi due mesi.