Scaramanzie, silenzi e tisane. Dietro le quinte con i cantanti

Riti ripetuti (come toccarsi i glutei, abbracciarsi o isolarsi) e menu rigidissimi: niente eccessi alcolici, tanta dieta e cibi bio...

Benvenuti nel favoloso mondo del Festival, dove ogni eccezione diventa una regola. In questi giorni l'Ariston è disciplinato da una legislazione parallela, quella dei protagonisti in scena, ognuno con le proprie esigenze, ognuno con le proprie scaramanzie. Richieste alimentari più rigide di un avviso dell'Agenzia delle entrate. Riti scaramantici più inderogabili di una Ztl. Ognuno ha il proprio rito perché, come diceva Eduardo De Filippo, «essere superstiziosi è da stupidi, ma non esserlo porta male». Quindi, prima di salire sul palco, qui all'Ariston, via libera ai riti anti sfortuna, quelli propiziatori, quelle piccole abitudini che quasi tutti gli artisti immancabilmente rispettano prima di esibirsi.

I ragazzi dello Stato Sociale, ad esempio, si toccano i glutei a vicenda, quasi per sollecitare il cosiddetto Fattore C e scacciare la malasorte. Invece nei The Kolors la procedura è meno goliardica e, prima di entrare in scena, Daniele dà dei colpetti sulla schiena a Stash e ad Alex. Invece Roby Facchinetti e Riccardo Fogli si concentrano in silenzio per mezz'ora prima di farsi vedere all'Ariston. Niente parole. Niente telefono. Poi si abbracciano giusto un attimo prima di entrano sotto il cono dei riflettori. Peppe Servillo ed Enzo Avitabile non hanno abitudini particolari (anche perché Avitabile è molto religioso) ma qui all'Ariston hanno sempre scherzato molto nei minuti prima dell'esibizione, per stemperare la tensione. Quasi tutti gli altri generalmente si chiudono in camerino e non rivelerebbero i propri gesti propiziatori neppure sotto tortura.

Molto più semplice scoprire i menu dei concorrenti e dei presentatori. Prescrizioni precise, talvolta dettate da specialisti di fama oppure semplicemente dal miglior dietologo in circolazione, cioè il buon senso. Michelle Hunziker chiede quasi sempre bresaola e pasta integrale. Pierfrancesco Favino si concentra sul riso in bianco e sul filetto di pollo alla griglia che viene preparato dalla cucina quasi invisibile dell'Ariston (e dal personale che lavora bene e con discrezione). Nonostante siano poco più che ventenni, anche i The Kolors sono a stecchetto. E non da ieri, ma da due mesi. Per loro verdure e pesce e, al massimo, un po' di bresaola e comunque alimenti leggeri. Pure Facchinetti e Fogli non esagerano. A pranzo e cena meglio un minestrone o un piatto di riso in bianco e poi, attenzione, niente caffè. A metà pomeriggio una tisana per ammorbidire la voce. Anche lo Stato Sociale si mantiene leggero e lontano dai carboidrati, ma un bicchiere di vino bianco guai a levarglielo. Invece Giorgia ha una predilezione per lo zenzero, che chiede in abbondanza nei camerini. Gianna Nannini (ospite ieri sera) ha voluto soltanto cibo biologico, in linea con le sue abitudini. Invece i pugliesi Negramaro si limitano a chiedere di limitare il sale o di toglierlo da tutte le pietanze. Alla fine, il più godereccio (si fa per dire) è Max Gazzè che spesso si concede un bel risotto e va bene così.

Comunque è lontano il tempo degli eccessi, oggi sono tutti (giustamente) molto più attenti alla dieta e non sgarrano quasi mai. E pensare che i vecchi inservienti dell'Ariston raccontano di alcol à gogo o di stupefacenti nelle ore precedenti la gara. Invece oggi, più che stanze del vizio, i camerini sembrano spa e i cantanti sono più salutisti di Jane Fonda ai tempi dell'aerobica. Oplà.