Schrott e Netrebko Anche la lirica ha i suoi «Brangelina»

Anche la lirica ha il suo Brad Pitt. Un cantante professionalmente ineccepibile e pure aitante, ammettiamolo: sex symbol. Come Pitt insegna, ha poi una donna fascinosa e di successo al proprio fianco. Chi è costui? Erwin Schrott, classe 1972, di Montevideo, bello e affermato baritono, provare per credere: l’ultimo cd Sony in uscita in questi giorni con una collana di arie. Schrott, tanto per completare il profilo, non ha scelto una qualunque anima gemella, ma la superdiva del palcoscenico, il soprano russo Anna Netrebko. I due incarnano la coppia dei sogni, si amano e si divertono, così dicono e così sembrerebbe. Mettici poi il sigillo del piccolo Tiago, tre anni, e che già «parla quattro lingue», puntualizza Schrott. Gioie di cuori e non solo, perché la premiata ditta ha scoperto quanto funzioni il brand Netreb-Schrott. Un po’ come i «Brangelina».
I due cantanti girano come trottole per i teatri d'Europa impegnati in concerti a due, ma anche a tre. Infatti, all’occorrenza, l’impresa si allarga al top dei tenori, Jonas Kaufmann, con serate dal titolo «Le più grandi star dell’opera». E vai con il sold out. Ora, i due vogliono varcare i confini dell’arte musicale. Schrott, figlio di ristoratori uruguayani, ci anticipa che per il 2013 aprirà un ristorante a Vienna, assieme all’inseparabile Anna, «sarà vicino al teatro d’opera. Lo avviamo per gioco, nasce dalla nostra passione per il cibo. Quando viaggiamo assieme, la prima cosa che pianifichiamo sono i ristoranti dove andremo. Per Vienna (dove risiede la coppia, ndr), abbiamo pensato a una cucina molecolare che esalti i sapori primigeni, genuini, tradizionali». Non parrebbe, eppure da qui al canto, il passo è breve. Il nome di Schrott è irrimediabilmente associato a un’opera, il Don Giovanni di Mozart. Ed è un Don Giovanni di tradizione a riportare Schrott in Italia, il 12 e 18 luglio: le due sole date italiane nell’agenda 2012 del baritono. Con Don Giovanni, per la regia, scene e costumi di Franco Zeffirelli, l’Arena apre il suo Festival. È lo spettacolo clou dell’Arena che ha deciso di far debuttare la sua stagione (il 22 giugno) con un’opera mai proposta in 90 anni d’attività.
«Don Giovanni l’ho affrontato nelle più diverse regie, spesso molto ricercate, talvolta così cerebrali che ti chiedi cosa mai potrà capire il pubblico. Dopo tutte queste stimolazioni intellettuali - e ride di gusto - tornare a una linea classica mi fa proprio piacere. Ho parlato e soprattutto ascoltato Zeffirelli, mi convince la sua idea registica». In dicembre, Schrott era fra il pubblico della prima della Scala, spettatore di un Don Giovanni con la Netrebko nel ruolo di Anna. Che ci dice di quella regia, di Robert Carsen, non a tutti gradita? «Era una regia che non voleva correre rischi. Alcune cose mi piacquero e altre meno. Del resto quando un teatro ha offerto capolavori assoluti, e per la Scala penso al Don Giovanni di Ponnelle, che fai? Cosa scolpisci dopo la Pietà di Michelangelo?».
Quando Schrott debuttò all’Arena, era un ragazzo di 26 anni, fresco di medaglia d’oro al Concorso Operalia di Placido Domingo. «Ho un bellissimo ricordo dell’Arena. Lì incontrai Leo Nucci, mi aiutò tanto. È un uomo generoso, ancora adesso, quando gli propongo un concerto benefico, molla tutto, viene e canta. E poi l’Arena ha un’acustica perfetta, in questo i Romani furono geniali, più di tanti architetti d’oggi».
Schrott vive tra Manhattan, Vienna, San Pietroburgo e Montevideo. Canta ovunque. Ma in mezzo a tanto glamour, spuntano gli anni a Tortona. «Lì c’era la pianista con cui lavoravo, non ero lontano dalla mia insegnante di canto. Poi viaggiavo tanto. Ma quando mi ritrovai a sostare per tre mesi consecutivi, fra nebbie e gelo, un giorno presi l’auto e andai a Genova. Lì c’era il sole. Entrai in un’agenzia immobiliare e mi trasferii ad Arenzano». Dopo tanta Italia, come è che per il 2012 Schrott sarà da noi due soli giorni? «In Italia si programma all’ultimo, prima riservavo sempre qualche settimana per appuntamenti last minute. Però troppe volte sono stati cancellati sui due piedi, per scioperi o altro...».
Schrott e la Netrebko hanno appena creato una Fondazione per bimbi bisognosi. «Non ho un ego sfrenato, non riesco a vivere solo per me. Con la Fondazione, io ed Anna cerchiamo di renderci utili, così posso fare sonni tranquilli». A proposito di Anna Netrebko. La supercoppia è tale di fatto, ma non nella forma. Quando ci si sposa? «Noi siamo sposati nell’animo», replica Schrott.