Dalla scienza al memoir sono tornati gli anticipi milionari

Alla Buchmesse gli editori mostrano ottimismo. E alcune aste per i diritti sembrano confermarlo

da Francoforte

La trasformazione della Buchmesse, la fiera internazionale del libro di Francoforte, è la cartina al tornasole dei cambiamenti in atto nel mercato editoriale mondiale, inimmaginabili fino a pochi anni fa. Perché se in tanti avevano dato il libro cartaceo per morto a discapito dall'ebook, in realtà sarebbe stato difficile immaginare un'evoluzione social della lettura come quella che stiamo vivendo. La parola d'ordine dell'edizione 2017 è condivisione, con i social network - Facebook e Instagram su tutti - sempre più al centro della lettura, che è diventata una esperienza da condividere. E, se Amazon è ormai una certezza nel mercato editoriale (solo in Italia le vendite nel 2016 sono state 120 milioni), si fanno strada nuove tendenze che uniscono il cartaceo al digitale.

Carolyn Reidy, Ceo di Simon & Schuster, nell'appuntamento annuale «Ceo Talk» ha spiegato che se «è ancora vero che le librerie fisiche e i libri cartacei sono ciò che attraggono i lettori», non è venuta meno la fiducia nel potenziale di innovazione dell'editoria poiché «ci sarà una nuova versione di libro basata sul digitale che le persone non hanno ancora pensato». Se la crisi sembra ormai alle spalle, al punto che secondo il capo di Penguin Random House Markus Dohle «il libro vive la sua fase migliore degli ultimi 50 anni» avendo cartaceo e digitale raggiunto una «sana coesistenza», i cambiamenti in atto toccano da vicino il format della fiera di Francoforte. Pur mantenendo la tradizionale vocazione di fiera per la compravendita dei diritti, la Buchmesse si caratterizza per una svolta popolare. I più di 270.000 visitatori attesi (la fiera terminerà domenica) potranno assistere alle presentazioni dei principali autori di bestseller al mondo; da Dan Brown a Ken Follett, da Nicholas Sparks a Salman Rushdie. Sempre che riescano a trovare spazi disponibili, a giudicare dal successo degli eventi già avvenuti come la conferenza di Michel Houellebecq in cui non sono bastati i più di seicento posti in sala.

La nuova primavera dell'editoria internazionale è testimoniata anche dal ritorno delle grandi cifre nelle aste per la vendita dei diritti. In almeno cinque casi si è superato il milione di dollari, in particolare per il saggio Chatter di Ethan Kross, neuroscienziato dell'università del Michigan, i cui diritti per il Nord America, secondo i rumors, si sono avvicinati ai 2 milioni di dollari. Grande successo hanno riscontrato anche due memoir: Wild Game di Adrienne Brodeur e The Smallest Lights in the Universe di Sara Seager, così come il romanzo storico di Whitney Scharer The Age of Light.

Nell'edizione in cui la Francia è paese ospite, con 200 scrittori francofoni da tutto il mondo, la presenza italiana, nonostante l'aumento degli espositori e un maggiore fermento, continua a essere minoritaria rispetto ai competitor europei. Basti pensare che dei 7.300 espositori da più di 100 paesi, solo 235 sono italiani. Un buon segnale arriva invece dal numero di libri tradotti da una lingua straniera e pubblicati nel bel paese: secondo i dati Aie si è passati da 11.500 titoli nel 2015 a 7.400 nel 2016, segno di un maggior peso degli autori italiani nell'editoria nostrana, confermando una tendenza in calo negli ultimi anni (nel 2002 i titoli tradotti erano il 23% del totale, nel 2016 l'11,8%).

Oltre ai grandi gruppi editoriali internazionali, tra i padiglioni della fiera si registra una presenza in lenta ma costante crescita delle case editrici conservatrici o antisistema. Il caso più eclatante - che ha fatto molto discutere in Germania - è quello di Verlag Antaios, in particolare per il libro Finis Germania di Rolf Peter Sieferle che, come spiega l'editore Gotz Kubitschek, ha raggiunto le 50mila copie. Sempre nel mercato editoriale tedesco le case editrici Junge Freiheit, Cato/Bibliothek des Konservatismus e Karolinger Verlag hanno proposto varie novità in occasione della Buchmesse dove, se le principali tendenze editoriali spopolano, emerge un fermento delle case editrici indipendenti, nei cui stand si nascondono vere e proprie chicche librarie. La sfida per il futuro sarà cercare di unire l'identità culturale dei mercati editoriali nazionali in un mondo sempre più globalizzato e dominato da tendenze letterarie comuni.