Sconvolge la Macbeth gelida dark lady

di Wililam Oldroyd con Florence Pugh, Cosmo Jarvis, Paul Hilton, Naomi Ackie

Prima di tutto, una precisazione. Questo Lady Macbeth non è tratto da Shakespeare, ma da uno scritto, datato 1865 (anno nel quale è ambientato anche il film), del russo Nikolaj Leskov, ovvero Una lady Macbeth del distretto di Mtsensk. La protagonista, infatti, è una lady ancora più nera di quella nata dalla mente del drammaturgo inglese, personificazione di dove possa arrivare la cattiveria al femminile. Un film che è come un macigno per lo spettatore, colpito ai fianchi, anzi chiuso all'angolo, dalla crudeltà perversa della giovane diciassettenne Katherine, trasformatasi da vittima delle convenzioni maschiliste in apatica e gelida carnefice.

Siamo in Inghilterra e per la ragazzina il destino sembra segnato. E' finita in sposa (ceduta dal padre, in cambio di un terreno) a un uomo che ha il doppio dei suoi anni, disinteressato a lei se non per abusarne sessualmente. A pungolarla, in particolare, è il suocero, che vuole a tutti i costi un erede. Il marito si assenta per parecchio tempo, lasciando la giovane moglie nel palazzo isolato, in aperta campagna, ad annoiarsi. Così, girando tra la manovalanza al suo servizio, si invaghisce di uno stalliere, portandoselo a letto. Giorno dopo giorno, l'attaccamento di Katherine per l'uomo diventa morboso, ossessivo. Per lui è disposta a tutto, sotterrando, è il caso di dirlo, senza il minimo scrupolo, chiunque provi a mettersi tra loro.

Ci sono alcune scene, soprattutto nella parte finale, che spiazzano, disturbano; in particolare, se si è madri. Il merito va tutto alla splendida Florence Pugh, un'attrice britannica dal futuro radioso visto come ha saputo afferrare al volo l'occasione di personificare magnificamente questa indimenticabile Lady Macbeth. Certo, molto si deve al folgorante debutto, in regia, di William Oldroyd, bravissimo a raccontare la parabola di una donna che, pur nel modo sbagliato, vuole affermare a tutti costi la propria indipendenza, sovvertendo, anche con la violenza, un destino apparentemente ineluttabile. Film bello e sconvolgente.