Alla scoperta del Puccini organista

La storia dell'operista che per sbarcare il lunario suonava in chiesa

Mattia Rossi

«In casa Puccini a Lucca da quasi due secoli si nasceva organisti come in altre case si nasce conti o milionari: così, per diritto ereditario». Sono parole scritte nel 1910 dal giornalista del Corriere Arnaldo Fraccaroli. Giacomo Puccini, prima che grande operista, fu, come i suoi avi, organista a Lucca. Ad indagare dettagliatamente sugl'inediti esordi del compositore è il libro Giacomo Puccini organista (Olschki, pagg. 166, euro 25) nel quale viene organicamente affrontata la figura del giovane Puccini al servizio liturgico per sbarcare il lunario. Correda il quadro un importante apparato archivistico e documentario che attesta il giovane musicista toscano al libro paga delle chiese di San Girolamo, della cattedrale di San Martino e di San Pietro Somaldi. Occasione della pubblicazione è il rinvenimento di una cinquantina di manoscritti del maestro con pagine giovanili dedicate allo strumento con il quale Giacomo aveva quotidianamente a che fare: l'organo. Secondo Luigi Ferdinando Tagliavini, uno dei massimi organisti italiani viventi, dall'analisi delle pagine giovanili di Puccini emerge «uno stile ispirato al gusto operistico dell'epoca, alla musica da salotto, ballabili compresi, e alle marce di stile bandistico». A far da contraltare a questa pubblicazione libraria, ve n'è una discografica: nel cd Giacomo Puccini Organ Works l'organista olandese Liuwe Tamminga interpreta in prima registrazione mondiale, sugli stessi strumenti di Puccini, diversi brani del giovanile repertorio organistico pucciniano: Sonate, Versetti, Marce e Valzer.