Scott: «Questo Blade Runner è quello buono»

da Venezia

Tempi di grande riproposte al Lido. È il caso del leggendario Blade Runner che il regista Ridley Scott ha nuovamente ritoccato aggiungendo al titolo la dicitura «Final Cut». I non specialisti del cult-movie del 1982 devono sapere che già nel 1991 Scott mise mano al materiale girato per una nuova uscita denominata «Director's Cut». Diversa da quella vista nelle sale soprattutto per il finale, ora aperto e non più lieto come imposto in origine dalla produzione. Più complicato capire invece le differenze tra quella e questa cosiddetta «finale» (ma sarà poi l'ultima?) presentata ieri alla Mostra.
Il regista, al Lido anche come produttore di The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford con Brad Pitt, la prende da lontano: «È una lunga storia, il film ha 25 anni ed è stata la mia prima esperienza ad Hollywood. Concluse le riprese è stata fatta una di quelle proiezioni speciali come si usa negli States. Ci furono delle critiche molto negative e la produzione fece uscire nelle sale una versione ibrida. Ora, dopo una lavorazione protratta in maniera discontinua per 7 anni, posso serenamente dire che Blade Runner: The Final Cut è la mia versione definitiva». Ma per conoscere le differenze dalla versione del 1991, in cui si adombrava che anche il personaggio di Harrison Ford potesse essere un replicante, è meglio sentire Charles de Lauzirika, il produttore dello speciale dvd che uscirà in tutto il mondo alla fine di quest'anno: «Il film è stato restaurato dalla A alla Z utilizzando anche il negativo originale e con l'aggiunta di rifiniture digitali». Sì ma in definitiva cosa c'è d'inedito ora? «L'origami dell'unicorno si vede per la prima volta», risponde il produttore. Ohibò, sinceramente non ce n'eravamo accorti. Vorrà dire che correremo a comprare il dvd.

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