Se negli Usa scoppia la guerra delle notizie

Al via in America, con un successo strepitoso, fa già discutere il serial tv sul mondo dei network

da New York Le news americane sono in crisi. E in crisi è anche l’imparzialità dei giornalisti che, invece di raccontare i fatti, ora attirano gli spettatori con notizie leggere e commenti politici. La prova? La crisi della CNN, una volta portabandiera delle american news e numero uno negli indici d’ascolto. Purtroppo però aprile l’ha vista scendere al terzo posto, con i rating più bassi della sua storia, dietro la Fox, che rappresenta il pubblico conservatore, e la MSNBC, decisamente di sinistra.

Ed ecco che ora sulla HBO, nel prime time serale del lunedì, arriva una serie tv che promette di svelare i retroscena del giornalismo americano contemporaneo: s’intitola The Newsroom e a giudicare dalla prima puntata, andata in onda lunedì scorso, mai serie fu tanto attesa negli States. Tre milioni gli spettatori incollati alla tv (l’audience più alta per la HBO dai tempi di Boardwalk Empire, nel 2008). Una cifra scioccante se si pensa che in The Newsroom non c’è sesso, né nudi, né violenza... né vampiri. Bellissima fin dalla sigla, che omaggia personalità storiche del giornalismo Usa, da Walter Cronkite a Edward Murrow, portato sul grande schermo da George Clooney in Good night, and good luck, la nuova serie pone l’accento sul potere e sull’etica dell’informazione, usando dialoghi raffinati accompagnati da un grande montaggio.

Soprattutto, si dimostra coraggioso il canale HBO ad affrontare un tema che, con l’avvicinarsi delle primarie, è sempre più scottante: se sia giusto cioè dare al pubblico ciò che vuole - e aver successo negli ascolti - o soffermarsi, in modo imparziale, sulle notizie di maggiore importanza. La sceneggiatura di The Newsroom è firmata da Aaron Sorkin, autore della storica serie West Wing e Oscar per la sceneggiatura del film di David Fincher, The Social Network.

Il pilot è stato definito dalla critica statunitense «un vero e proprio momento di storia dello spettacolo», e questo perché ripercorre il tempo all’indietro, fino a ricordare quando i tre presentatori delle tre (sole) reti tv dotate di telegiornale nazionale erano ascoltati, rispettati e al di sopra degli «interessi» dei partiti.
Chiamato in causa dall’ispirazione del coraggioso Sorkin, è infatti proprio Howard Beale, protagonista di Quinto potere, uno dei personaggi più celebri del giornalismo americano, che intraprese una vera guerra contro un sistema mediatico corrotto. In The Newsroom, invece, il protagonista è un giornalista televisivo, Will McAvoy (interpretato da Jeff Daniels) che lavora per il network Atlantis World Media («ispirato» alla CNN: uno dei boss è interpretato da Jane Fonda, l’ex moglie del proprietario del network, il miliardario Ted Turner), il quale comincia a essere stanco di dover dare in pasto al pubblico notizie poco importanti e partigiane (del resto, nello show come nella realtà dei notiziari americani, oggi fa più share la storia di un delfino imprigionato che non quelle, spaventose, degli eccidi delle guerre africane).

Un giorno McAvoy, dopo aver parlato a un gruppo di giovani, decide di cambiare rotta. In un’avventura definita da alcuni critici americani «simile alla battaglia contro i mulini a vento di Don Chisciotte», McAvoy cerca di riportare nel suo notiziario le news importanti. «Chi decide il palinsesto? - si domanda nella prima puntata - Chi offre al pubblico un quadro della realtà?».
Eppure ci sono anche critici che considerano The Newsroom una fiction esagerata, addirittura «fantascientifica». Sorkin non se la prende e risponde: «Certo, la vedono come una serie immaginaria perché è immaginaria almeno quanto un’amministrazione democratica che riesce a mantenere le promesse. Anche quella è fantascienza», riferendosi alla serie West Wing.

A chi, allora, chiedere un commento sulla serie se non a Dan Rather, leggendario anchorman andato in pensione dopo lo scoop (poi smentito) sui guai di Bush jr durante il servizio militare? «Ogni giorno nelle redazioni, dentro i network che vogliono solo fare soldi, c’è una battaglia per salvare l’anima delle news», ha ammesso. E la battaglia, a detta di Sorkin, per ora sembra persa.