Se il rosario di Lourdes spaventa le altre reti

La preghiera in diretta su Tv2000 raggiunge il 6 per cento di share

Stefano BiniSe una piccola (ma importante) rete riesce a toccare punte del sei per cento di share con il rosario. Succede a Tv2000, la rete cattolica guidata e rivoluzionata da Paolo Ruffini, ex direttore di Raitre. Qui la recita corale in diretta del rosario di Lourdes fa concorrenza a più di una rete che in quei momenti si trova in difficoltà. Del resto i programmi religiosi continuano sempre ad avere un grande appeal sul pubblico italiano. Tv2000 ha una media invidiabile dell'uno per cento di share. Ma anche gli altri canali dedicano una grossa fetta del loro spazio alle trasmissioni che diffondono la Buona Novella. Da A sua immagine di Raiuno a Le frontiere dello Spirito di Canale 5 alle sante messe della prima rete pubblica e di Rete 4, si registrano ottime performance. I dati d'ascolto parlano chiaro. La messa ha sempre uno zoccolo duro, da Rai a Mediaset, fino a Tv2000. Nel primo caso, siamo intorno al 20% di share e due milioni e mezzo di telespettatori. Ovviamente, i giorni sacri, il luogo della celebrazione e la presenza del Papa influiscono in maniera piuttosto rilevante: e per la via Crucis di stasera con Francesco in diretta dal Vaticano si prevedono ascolti colossali su Raiuno. La domenica mattina del primo canale è una vera propria maratona ecclesiastica, che inizia con la prima parte di A Sua Immagine condotto da Lorena Bianchetti, per poi proseguire con la funzione e concludere con la seconda parte del programma in cui si commenta, con ospiti in studio. Lo show della Bianchetti fa segnare uno share medio del 16%. Arrivando in casa del Biscione, nel dì di festa su Rete4 si toccano punte del 10% e un milione di spettatori; Le frontiere dello spirito su Canale 5 raggiunge il 5 per cento, dopo il Tg5 delle 8. Oltre al Rosario, la tv della Cei segna ottimi ascolti anche con le messe in presenza del Papa o con i suoi viaggi all'estero. Tv2000 fa uno share stratosferico nel momento delle celebrazioni più importanti del nostro calendario, sforando di molto la sua (relativamente) bassa media di rete. Questo anche grazie al direttore Paolo Ruffini che è riuscito a raggiungere qualche spettatore in più: pur consapevole di rivolgersi ad un pubblico anziano, si è deciso a svecchiare alcuni programmi e ad introdurre altri di maggiore «appeal».