Se Semprini si fa teleguidare dal premier

Boccata d'ossigeno per Semprini. Che l'altra sera, martedì, è riuscito ad arrivare a uno share del 6,4 per cento con 1.693.000 spettatori, più del doppio di quanto ha realizzato la settimana scorsa. E ha battuto per la prima volta da quando è partito DiMartedì de La7 (6,1 per cento e 1.230.000 spettatori medi). Ad aiutare Politics è stata ovviamente la presenza, anzi la consueta invasione di Renzi, che non solo ha monopolizzato la serata, ma si è anche messo a fare il conduttore. Cosa che viene naturale al «tuttofare» premier, ma che solitamente viene (in parte) stoppata da presentatori dotati di più fermezza di Semprini. Invece, tra una straripante Bianca Berlinguer che voleva dimostrare a tutti i costi di saperne più di tutti, pure del premier, gli altri giornalisti ospiti e il capo del governo medesimo, Semprini è rimasto di lato a fare non da arbitro, ma da guardalinee. Continuando tra l'altro a chiedere di rispettare i tempi a una Berlinguer che faceva domande chilometriche e a un Renzi che lo prendeva in giro dicendogli che forse non capiva che gli stava dando una notizia. Insomma, alla fine i nodi vengono al pettine. I vertici di Raitre, dopo i flop delle prime puntate, hanno fatto clamorosamente marcia indietro: buttata a mare la nuova formula che avrebbe dovuto rivoluzionare il modo di fare informazione, hanno riproposto il tradizionale talk, anzi l'ancor più tradizionale tribuna politica. L'altra sera è andata bene, bisognerà vedere se il trend continuerà nelle prossime settimane: non è facile interessare gli spettatori parlando di referendum costituzionale.