Sesso e VIP: Pippo Baudo classico, Pupo altruista, Chef Rubio modesto

Approfittando di "Grey", Panorama intervista Pippo Baudo, Pupo e Chef Rubio. Argomento: le fantasie sessuali e le perversioni. E le risposte sono sorprendenti

Da quando nel mondo si è diffusa la mania della saga di "Cinquanta sfumature" e del suo protagonista Christian Grey, son salite alla ribalta tutte le tecniche per poter vivere la sessualità in modi non tradizionali. In questo senso, i giornali danno la parola a vari personaggi dello spettacolo alla ricerca di racconti sulle loro esperienze a letto, se è mai successo loro di usare manette o di praticare del sesso più "violento". È quello che fa, questa settimana, il settimanale Panorama, pubblicando interviste a Pippo Baudo, Pupo e Chef Rubio approfittando della recente uscita di "Grey", il prequel della saga. Tre personaggi molto diversi tra loro, che rispondono in maniera molto diversa tra loro, lasciando spazio anche a qualche sorpresa. Il decano dei presentatori italiani, ad esempio, dice: «Ho sempre avuto una sessualità moderata, attiva e non disturbata. La parte più erotica del corpo di una donna, per me, sono le mani: sono capaci di dire molto». Pippo afferma anche di non aver mai avuto «fantasie di dominio: le donne che ho amato, libere e indipendenti, non l'avrebbero permesso. Avevano bisogno di sentimenti, non di frustate. Manette, bondage sono stupidaggini, resto un romantico tradizionalista».

Per un Pippo assolutamente "classico", c'è invece Pupo che sembra un po' più "libertino": «Ho iniziato a fare sesso a 14 anni, e a lungo ne ho avuto un bisogno quotidiano: tre volte al giorno, anche di più. Dice l'andrologo che molti "brevilinei" sono così, con una forza testosteronica concentrata. E le fantasie sono sempre state dominate dall'ossessione di dare piacere: alle donne ho sempre chiesto di indicarmi la strada più vera per condurle all'estasi». Il generoso cantante di "Gelato al cioccolato" ha le idee chiare, in fatto di sesso. E sono idee decisamente "ampie": «Se un'amante desidera toccarsi davanti a me, io la lascio esprimere. Allo stesso modo, esprimo le mie preferenze: il sesso orale è la mia passione. E poi c'è la poetica del raptus, la sveltina in piedi». E ne approfitta per lasciarsi andare a una confessione che farà piacere - forse - a una donna di spettacolo: «Una volta ho dovuto rifiutare un invito in una trasmissione di Daria Bignardi, perché sapevo benissimo che non sarei riuscito a star lì, buono e calmo. Mi fa impazzire. Sarei stato sopraffatto dal desiderio». Chissà cosa gli risponderà, se gli risponderà, Daria Bignardi.

Le sorprese le riserva, invece, Chef Rubio: lui, che ha fatto del cibo "macho" una ragione di vita e del suo passato da rugbista il punto forte con le donne che stravedono per i suoi muscoli e i suoi tatuaggi, è invece un "santarellino" sotto le lenzuola. Ci tiene a chiarire che «nessuna donna mi ha mai detto "impanami" o "marinami"», e racconta che una volta una sua partner gli ha chiesto di picchiarla: «E a quel punto tu che fai? Niente, la lasci nel suo brodo. Io sono fatto così: o faccio l'amore oppure picchio, le due cose insieme non riesco a farle». Il virilissimo chef, poi, aggiunge: «E non mi piacciono nemmeno le situazioni passive, come l'idea di essere legato a letto: mi verrebbe da spaccare la spalliera per liberarmi, anche perché non riesco mai a stare fermo, durante il sesso». L'unica "perversione" che confessa è l'odore della pelle: molto meno di quel che ci si poteva aspettare da uno come lui.