Shen Wei aggiunge stile e nudità ai Carmina Burana

«O Fortuna, come la luna tu sei variabile, sempre cresci e decresci», tuona un coro michelangiolesco, a pieni polmoni, incalzato da una musica tremebonda. Una burrasca di suoni che ti leva il respiro, mettendo a nudo l'impotenza umana di fronte alla sorte: tale il significato di Fortuna. Così esordiscono i Carmina burana di Carl Orff, pagina in cima alla hit parade dei brani musicali più conosciuti, sfruttati, amati, e bistrattati. L'artista cinese Shen Wei, fra gli autori della cerimonia d'apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, ne ha tratto un balletto che fa debuttare domenica al teatro San Carlo di Napoli, poi lo porterà al Marinskij di San Pietroburgo.
Shen Wei è coreografo, pittore, scultore, designer, leader dell'omonima compagnia di danza con quartier generale a New York. Classe 1968, è nato in piena rivoluzione culturale, figlio di artisti dell'opera cinese. Cresciuto nel buio della Cina comunista, fa convivere passato e presente in questa sua ultima creazione, fatta di danze stilizzate e pacatezza orientale, forza propulsiva occidentale e corpi statuari che rileggono «con ballerini che spesso avranno vesti che saranno una seconda pelle simulando nudi integrali». Shen Wei da tempo progettava questa sua creatura, fino a quando il teatro partenopeo lo contattò mettendogli a disposizione tutte le risorse, dal coro, all'orchestra, al corpo di ballo che farà tutt'uno con una parte della compagnia newyorkese. Nei Carmina fioccano invettive al clero medioevale, si reclama rigore morale, ma non manca la goliardia studentesca e le allusioni erotiche. , spiega. «L'assenza di un libretto - ancora il coreografo - mi ha concesso la libertà, per me abituale, di attribuire al movimento molte funzioni: in alcune parti della produzione esso segue le parole poetiche, in altre l'interpretazione della musica, in altre ancora valorizza la tonalità e il colore espressivo delle tematiche sviluppate in ogni sezione: tristezza, malinconia, oppure amore. Per le quaranta presenze danzanti in scena, di cui sette appartengono alla mia compagnia, ho creato assoli, duetti, parti d'insieme con l'intenzione di donare una temperatura contemporanea a un'opera comunque calata in un immaginario medievale e rinascimentale».