Shostakovich ironico

Chi è abituato a pensare a Dmitri Shostakovich come solo al cantore delle gesta storiche dell'Unione Sovietica, potrà beneficiare della registrazione (in uscita dal 21 aprile) del pianista uzbeko Michail Lifits: i ventiquattro preludi per pianoforte, datati 1933, e il quintetto in sol minore (1940). Una raccolta di aforismi ben caratterizzati che offrono la possibilità a un solista con le carte in regola di cambiare rapidamente maschera: ironia, sarcasmo, spunti lirici o pseudo impressionistici, contrappunti severi: una specie di ciclo alla Chopin ricoperto di ironia grottesca. Un tono più leggero pervade il grande quintetto, con cui l'autore si augurava di donare un sorriso ai suoi compatrioti. Lifits e il quartetto Szymanowski ci riescono perfettamente.