"Siamo sempre più vecchietti ma ancora a caccia di delitti"

Abbiamo incontrato i "bimbi", Gino, Pilade, Aldo ed Emo a Marciana: "E ora andiamo in cerca di Massimo-Timi"

Entri nella hall dell'albergo e ti trovi Gino e Pilade, arzilli e sorridenti, che conversano amabilmente davanti al caffè come fossero nel tinello di casa loro. Ti volti e vedi passare Tiziana, la Tizzi, la bonona dalle scollature maestose, in ciabatte e borsa da mare, con occhialoni scuri, senza un filo di trucco e semplici shorts che va in spiaggia. Esci dall'albergo, ti avvii per il lungomare e ti ritrovi a passeggiare con Emo, la moglie, la figlia e il cane. Arrivi in fondo al paese e una folla di gente è radunata in piazzetta ad assistere ai ciak. A sera, ti siedi al ristorante, e i tuoi vicini passano il tempo a raccontarsi di come quegli attori lì, della fiction di Sky, siano stati gentili e disponibili tra selfie e autografi. Insomma, a un certo punto ti pare che sia tutto un set, viene voglia pure a te di fare la comparsa dei Delitti del BarLume, di seguire i «bimbi» per scoprire chi è il colpevole... È così per buona parte dell'estate: se volete vivere da vicino la creazione di una serie tv dovete andare in vacanza a Marciana Marina, durante le riprese della fiction tratta dai romanzi di Marco Malvaldi, in onda con successo su Sky Cinema. In queste settimane si sta lavorando ai nuovi episodi del ciclo, il sesto, intitolati Il battesimo di Ampelio e Asta Pronto Viviani (programmate per gennaio). Marciana, si sa, merita un soggiorno a prescindere da qualsiasi ripresa tv, ma il paesino dell'Isola d'Elba non è per nulla disturbato dalla presenza delle troupe. Ormai di casa, attori e tecnici ci passano parecchi mesi all'anno e sono stati adottati dalla comunità: baristi, ristoratori, negozianti li trattano come concittadini. Loro, i «bimbi», i quattro terribili vecchietti in cerca di guai e di delitti, soggiornano insieme ai colleghi allo Yacht Hotel, di proprietà degli stessi produttori della serie, la società Palomar di Carlo Degli Esposti. In realtà i romanzi sono ambientati a Pineta, immaginaria località turistica costiera, tra Pisa e Livorno, ma Degli Esposti ha scelto come set la sua amata Marciana.

Intanto, Gino e Pilade, stanno ancora lì a bersi il caffè nella hall. Come non avvicinarsi. Tra una battuta in toscanaccio e l'altra, provano le parti che devono recitare sul set nel pomeriggio. «Ma prego, s'accomodi». «Stiamo qui ancora per qualche giorno, poi andiamo in giro per il mondo». «In giro per il mondo? Alla vostra età?». «E perché no - risponde Pilade (Del Tacca), al secolo Atos Davini, il più in carne, classe 1937, cioè 81 anni -. Vede o no come siamo in forma? Andiamo a cercare Massimo (Viviani, il protagonista della serie interpretato da Filippi Timi, scomparso nello sconforto generale nella scorsa stagione), per cercare di convincerlo a tornare...» «E come farei a non andare? - Gli fa eco Gino (Rimediotti), all'anagrafe Marcello Marziali, il magro, 78 anni - e che lo lascio andare da solo a quel vecchietto?». Atos ha cominciato a recitare nella serie (primi due episodi nel 2013) quando aveva 75 anni, Marcello quando ne aveva 73. Attori amatoriali vernacolari (livornese Marcello e pisano Atos) prima di essere assoldati dal BarLume, dopo tante puntate, non si rendono ancora conto di essere diventati così famosi: «Entro al supermercato e mi chiedono l'autografo. A ottant'anni siamo dei sex symbol! Emozioni che mai avrei immaginato di vivere», scherza Atos. Loro si divertono un mondo, tra una ripresa e l'altra passano le giornate a chiacchierare con i clienti dell'albergo, e pendono dalle labbra di Alessandro Benvenuti (Emo nella serie), l'ultimo arrivato tra i «bimbi» ma anche l'unico con una carriera di regista e attore alle spalle. «Io dovevo fare solo la guest star nella serie - ricorda l'attore che si aggiunge alla tavolata, comincia a parlare e non lo ferma più nessuno - poi mi sono trovato a sostituire idealmente Ampelio (a causa della scomparsa dell'attore Carlo Monni che nella prima stagione interpretava Ampelio Viviani). La parte di Emo pescivendolo popolano iroso è il personaggio che porto in teatro da trent'anni, quel Gino di Benvenuti in Casa Gori che non è altri che mio padre, toscanaccio sanguigno, anarchico, fuori dal mondo». Il regista Roan Johnson voleva una figura diversa per sostituire Carlo: «Ha scritto la parte su di me - continua Benvenuti - e mi ha convinto a tornare nel mondo del cinema e della tv che avevo abbandonato da tempo. Non avevo più storie da raccontare, mi sentivo inadeguato e non trovavo più un ambiente accogliente, che invece ho trovato a Sky».

Benvenuti è diventato anche una specie di allenatore degli altri tre vecchietti-investigatori (il quarto è Massimo Paganelli, il ristoratore Aldo Griffa). «Ora abbiamo accordato le nostri voci e siamo un quartetto in perfetta sintonia. - scherza». E Paganelli come ha cominciato? «Io? Ero un organizzatore teatrale, dopo una serata passata a chiacchierare del BarLume con amici registi, mi sono ritrovato sul set. All'inizio avevo molte difficoltà: sono ancora qui dopo tante stagioni». Ma Benvenuti porterebbe Atos, Marcello e Massimo in tour teatrale? «Oh si, mi piacerebbe fare un film con loro. Ci penseremo». Intanto vanno tutti insieme in cerca di Massimo-Timi...