Siani: "Teatro, libri e web: vi farò ridere ovunque"

L'attore, a teatro con "Il principe abusivo", pubblica "Troppo napoletani" e invade i social network

«Una risata ci ha sempre salvato, io vorrei che la mia fosse una app a cui il pubblico si possa collegare anche in questi momenti così difficili». A parlare è un Alessandro Siani effettivamente multimediale, con una comicità che dalla sua Napoli raggiunge tutto il pubblico sparso per l'Italia attraverso l'utilizzo di tutte le forme espressive a sua disposizione. Un libro, Troppo napoletani, appena uscito per Mondadori in cui si sono anche i «cinguettii» di 140 caratteri su Napoli di Maradona, Fazio, Bisio, Pieraccioni, Ficarra e Picone, Claudio Baglioni, Maria De Filippi, un film dal titolo omonimo di cui è produttore, e uno spettacolo teatrale. Ossia la versione per i palcoscenici della sua opera d'esordio da regista, Il principe abusivo, che due anni fa ha incassato più di 15 milioni di euro solo nei cinema. Accanto a lui, che interpreta il ruolo del «povero» Antonio De Biase, ci sarà sempre Cristian De Sica ciambellano di corte mentre la principessa sarà Elena Cucci. «Abbiamo già venduto 25mila biglietti, è una gioia immensa sapere che c'è questo affetto. Noi ci abbiamo messo tanto impegno», dice Siani che ha presentato lo spettacolo proprio dove il film si concludeva, a Castel dell'Ovo a Napoli dove sarà per tutto dicembre al Teatro Augusteo per poi passare a Bari dal 19 al 21 febbraio, al Forum di Assago il 27 febbraio e a marzo al Teatro Sistina di Roma. È un ritorno sui palcoscenici proprio dove il comico è nato: «A teatro, che è parola mentre il cinema è immagine, ci sono dei canoni che vanno rispettati, ma la fortuna de Il principe abusivo è che il soggetto nasceva proprio come spettacolo teatrale, poi con l'aiuto dello sceneggiatore Fabio Bonifacci l'abbiamo pensato per il cinema. Sul palco ci saranno battute e scene completamente nuove, come quella in aereo che non avevo inserito nel film, e in più alcuni momenti musicali dal vivo con Cristian De Sica. Ma non è un musical».Il motore della vicenda è sempre la storia del guitto interpretato da Siani che si innamora di una principessa e del ciambellano De Sica che si innamora di una popolana (Stefania De Francesco). Da qui nasce pure il film in cui Siani esordisce come produttore con Cattleya Lab, Troppo napoletano con la regia di Gianluca Ansanelli le cui riprese si sono svolte da poco a Napoli: «Dove - ricorda Siani - le differenze sociali sono forti. E' la storia di un bambino del rione Sanità che si innamora di una ragazza bene di Posillipo. Ci sono molti quartieri che hanno difficoltà, ma ci sono anche persone straordinarie e per me il senso più bello di questa operazione è aver girato nel quartiere Sanità con protagonista un bambino di 11 anni cresciuto lì, Gennaro Guazzo, già visto nel mio precedente Si accettano i miracoli». Perché «le radici sono un boomerang, torni sempre da dove sei partito», come scrive nel suo libro l'attore che ha da poco compiuto 40 anni e quando si guarda indietro vede sempre la stessa cosa: «Mio padre operaio che tornava stanco la sera. Io a letto dormivo con mia sorella e sentivo che accendeva la tv in cucina e magari c'era un film di Totò e lui rideva. Ecco, in millesima parte, mi auguro di riuscire sempre a far ridere e a far distrarre le persone che fanno tanti sacrifici».Così, sempre insieme a Fabio Bonifacci, ha già scritto il nuovo film che uscirà a Natale 2016: «Non posso anticipare molto, lo girerò a marzo in Svizzera ma non sarò un emigrante».

Commenti

giovauriem

Gio, 26/11/2015 - 09:51

ma voi de il giornale , siete diventati la sede periferica de il mattino di napoli ?

Ritratto di Beppe58

Beppe58

Gio, 26/11/2015 - 12:00

Un articolo così lungo per il nulla. Non è un attore, non è un comico, non fa ridere, non sa recitare e, a volte, dice cose di una banalità imbarazzante.. Una domanda: chi ha scritto questo articolo conosce il cinema? Ha mai visto Totò, Taranto, i De Filippo, Scarpetta, Tina Pica, Fabrizi, Sordi, Gassman..devo continuare?

Ritratto di Giano

Giano

Gio, 26/11/2015 - 17:54

(bis)Siani è uno di quei napoletani che pensano che basti essere napoletani per essere comici. Anche Vincenzo Salemme appartiene a quella categoria. Poi ci sono i toscani come Pieraccioni che sono convinti che basti essere toscani per essere arguti. Poi c'è Cristian De Sica che è convinto che basti chiamarsi De Sica per essere brillanti. Poi ci sono i comici di Colorado che sono convinti di essere comici. Poi c'è tutta una serie di personaggi dello spettacolo che sono convinti di essere divertenti e bravi. Poi c'è anche gente che ci crede. Contenti loro; l’importante è crederci.