La Signora del piano

Era minuta. Alzava il panchetto per sovrastare il pianoforte e usare tutta la forza delle spalle e del corpo. Sprizzava personalità la gran signora del pianoforte iberico Alicia de Larrocha. Per decenni fu ritenuta imbattibile nel repertorio di casa, Albenitz e Granados, Falla e Mompou. Quando suonava i classici tedeschi (soprattutto Mozart e Schumann) nei dotti paesi teutonici molti critici torcevano il naso. Eppure ascoltarla negli anni maturi eseguire proprio Mozart (mi bemolle maggiore K. 482) e il «terzo» di Beethoven conferma quanto fosse miope simile discriminazione etnica. Come se suonare Scarlatti o Albenitz e Granados richiedesse tecnica e musicalità inferiori. Al contrario! In Ispagna direbbero machaquerías, noi corbellerie.